| 13 Ottobre 2009
Nell'apprendere il conferimento del premio Nobel per la pace, Barack Obama si è pubblicamente meravigliato di tale riconoscimento: un gesto molto apprezzato dall'opinione pubblica, che vi ha intravisto un segno di modestia che rende il presidente più potente del mondo meno lontano dai comuni mortali. Ma, possibile che non sapesse che era tra i candidati? L'intelligence americana non lo aveva informato? L'Accademia delle scienze, che conferisce i premi, sceglie tra una rosa di candidati proposti dai vari paesi, dopo aver ammesso i più meritevoli. Ogni istituzione (amministrativa o accademica) o singolo parlamentare in carica di qualsiasi nazione può avallare una petizione con centinaia di firme di personaggi illustri: scrittori, docenti, giornalisti ecc. Tali movimenti dell'opinione pubblica non possono passare inosservati, specialmente al presidente degli Usa.
In una università partenopea agli studenti iscritti al sindacato Uil è abbuonato un terzo degli esami necessari per conseguire la laurea breve (da pochi anni istituita) in giurisprudenza: lo riportava il 12 ottobre scorso il Corriere della Sera. C'è poco da meravigliarsi: è la conseguenza di un decreto ministeriale (disposizione n. 270 del 2004) passato in sordina, che intendeva concedere lauree facili (con corsi triennali) a parlamentari, giornalisti e funzionari statali (specie delle Forze armate e di Polizia) che non avevano completato gli studi. Per legge si considerava superata una certa quantità di esami a coloro che potevano documentare adeguati curriculum ed esperienza professionale nell'ambito delle stesse discipline: l'hanno chiamata "laureare l'esperienza"!
Silvio Berlusconi (sempre lui, di cosa parlerebbero i giornali se non ci fosse!) va ripetendo che è premier perché così ha voluto il popolo conferendogli la maggioranza dei voti. L'eletto dal popolo ha avuto il 55% dei consensi espressi dagli elettori che sono andati alle urne, ma questa percentuale non corrisponde alla maggioranza dei cittadini che hanno diritto di voto: in Estinzione della pluralità, Bruno Zarzaca ha evidenziato che Berlusconi ha avuto correttamente il 36% dei voti degli aventi diritto: dunque, non ha ricevuto il consenso dalla maggioranza reale degli italiani. Secondo alcuni storici la folla che assaltò la Bastiglia, dando vita alla Rivoluzione francese, non superò i quaranta/cinquanta cittadini. Le famose camice nere che nel 1922 fecero la marcia su Roma rappresentavano meno dello 0,01% della popolazione italiana. Berlusconi ha avuto solo il 36% del consenso popolare, certo molto più dello 0,01 di Benito Mussolini o dei rivoluzionari francesi: lo sappiamo, i tempi cambiano e ora c'è la democrazia, il governo del popolo.
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