PRIMA PAGINA OpinionePubblica.Com

Prima parte dell'intervento tenuto al seminario di demodoxalogia di San Martino al Cimino il 26 ottobre 2009

Il metodo inde (indagine demodoxalogica) non è un campionamento ma un’indagine euristica: i risultati possono essere comparati e interpretati da qualsiasi ricercatore, in quanto realizzati con metodologie standardizzate e ripetibili. L''inde consiste in un procedimento qualitativo-quantitativo e in uno qualitativo. Tale metodo fu esposto per la prima volta alla Facoltà di scienze politiche di Roma (anno accademico 1979-1980) e successivamente sulla rivista Scienza & Tecnica (anno LIX, n.313, Sips, 1996), nonché nei seminari svolti dalla Cattedra di sociologia politica alla Facoltà di sociologia della Sapienza (giugno 1993) e dall’Associazione nazionale sociologi (11-12 settembre 2004). L'indagine demodoxalogica è inoltre trattata nelle dispense di Storia e tecnica del giornalismo della Sersi Universitàt di Herisau (Svizzera), a cura del docente Domenico Fiordelisi, e dal 2009 nel master in comunicazione giornalistica dell'Istituto italiano alta formazione.

Entrambi i metodi della Inde si prestano ad evidenziare i contesti e i trend degli avvenimenti, completando le quotidiane rassegne stampa prodotte da aziende e istituzioni, favorendo inoltre una particolare comprensione dei fatti fondata sulla dimensione spaziale degli avvenimenti.

Per l’indagine qualitativa-quantitativa si prendono in esame le effemeridi (notizie del giorno) dei giornali quotidiani, avvertendo che la inde, con opportuni parametri basati sempre sul rapporto tempo/spazio, può essere condotta anche su programmi radio e tv, riviste e giornali locali o specializzati. Secondo John Naisbitt (Megatrends, 1982) lo spazio in un giornale è fisso e limitato dalle pagine, pertanto la scelta delle notizie da pubblicare ha maggiore o minore rilevanza secondo l'ottica della direzione: si deve tener conto dei lettori che seguono fedelmente e da tempo la testata giornalistica, soddisfatti del taglio e della presentazione grafica, oltre che dell’impostazione politica o culturale. Questo perché in base alla rilevanza della notizia, e maggiormente nell'approfondimento o nel commento, qualsiasi comunicazione sviluppa idee, consensi o critiche. In sostanza la conoscenza crea opinione e un veicolo d’informazione destinato al pubblico (i lettori) genera opinione pubblica (favorevole o contraria all'argomento in questione). Secondo la formula di Michele Del Vescovo (Principi di doxologia, Pro Deo, a.a. 1948-49), maggiore è il numero delle persone che costituiscono un determinato pubblico (i lettori di quel giornale, per esempio), l’ampiezza data ad un particolare evento (spazio sulle pagine) e la ripetizione nel tempo, e tanto maggiore sarà la possibilità ed estensione dell'opinione pubblica sull'argomento. Questo avviene perché secondo Federico Augusto Perini-Bembo (un maestro della demodoxalogia) l'informazione è, nel contempo, anche formazione (Appunti di demodossalogia generale e principi di effemerocritica, Pro Deo, a.a. 1949-50).

Nella nostra esperienza sui giornali quotidiani è la percentuale occupata dal titolo, dall'articolo e (quando c’è) dalla foto – rispetto all’intera pagina – che colpisce la vista del lettore contribuendo a segnalare l’importanza dell’evento. Pertanto nei giornali (così come nella radio e nella televisione) è significativa la dimensione dell'impatto data dal numero delle colonne del giornale (o dai minuti del giornale radio o tv). Quello che fa la differenza è anche la collocazione editoriale dei giornali analizzati: ai fini della media statistica non potranno, in nessun caso, essere sommati, per esempio, i risultati avuti dall'indagine sull'Unità con quelli del Corriere della Sera. A grandi linee essi potranno essere accorpati per area: giornali di destra, di sinistra oppure quotidiani ufficialmente non schierati.

Prendiamo quelli che definiamo "non schierati" (anche se manifestano una posizione politica o economica) a diffusione nazionale e con una tiratura giornaliera (non diffusione ma copie stampate) non inferiore alle trecentomila copie. La tiratura è obbligatoriamente indicata nella gerenza, un riquadro che riporta anche altre indicazioni: il direttore, la proprietà del giornale, i garanti ecc. Essendo una cifra variabile a seconda degli eventi e delle giornate, e dovendo avere per i nostri fini euristici dei dati stabili e sicuri prenderemo quelli ufficiali forniti dalla apposita pubblicazione della presidenza del Consiglio dei ministri, anche se riferiti all'anno precedente.

Facciamo un esempio: anzitutto attribuiamo alla prima pagina del giornale in esame il valore di 50, alla pagina tre del giornale (a destra) il valore 49, alla pagina due (a sinistra) 48, alla pagina cinque (a destra) 47, alla pagina quattro (a sinistra) 46, e così via sino all'ultima pagina di quel dorso. Se la sezione principale (quella che inizia con la prima pagina del giornale e coefficiente 50) dovesse superare le cinquanta pagine, dalla cinquantunesima in poi il numero attribuito rimarrebbe sempre 1. Se le pagine fossero inferiori, per esempio trenta, l’ultima pagina avrebbe il coefficiente 20. Al settore della politica (nazionale e internazionale) con le sue cronache e commenti abbiamo attribuito cinquanta coefficienti a scalare, in quanto dovendo essere dei parametri internazionali, esistono paesi (es. il Giappone) ove le pagine dei quotidiani possono superare le centinaia. Come esercitazione poniamo l'ipotesi di un complotto contro Berlusconi teso a indebolirlo per precostituire altri scenari. Limitiamo l'indagine al Corriere della Sera e al Messaggero tenendo presente che il quotidiano milanese fa capo a un gruppo di imprenditori non del tutto alleati con il premier e quello romano alla famiglia Caltagirone, imparentata con Pier Ferdinando Casini dell’Udc. Per una indagine professionale avremmo dovuto aggiungere anche gli altri quotidiani nazionali non schierati, confrontandoli con quelli di dichiaratamente di destra e di sinistra.

Nel numero preso in esame, il Corsera in fondo alla prima pagina ospita cinque righe della lettera di La Malfa "Sono deluso Berlusconi addio" (titolino su due righe di una colonna) con rimando alla pagina 17. Titolo e testo della prima pagina occupano 22,50 cm quadrati che moltiplicati per il coefficiente 50 danno 112,50. Il resto della lettera lo troviamo a pagina 17 in alto nelle colonne di destra: tra titolo e testo su due colonne, evidenziato da spazi bianchi, abbiamo 290 cm quadrati che moltiplicati per 35 fanno 10.150. Sommiamo i due risultati e avremo 10.262,50 che per semplificare i calcoli divideremo per 1.000 (10,2625) e moltiplicheremo per la tiratura (692.591) = 7.107.715. Tale risultato lo riporteremo sull’asse dell'ascissa y in corrispondenza dell’ordinata del giorno in esame. Uguale operazione ripeteremo nei giorni seguenti, potendo così controllare graficamente con un colpo d'occhio l'andamento della media. Il Messaggero (dello stesso giorno) esamina "Le questioni che agitano il centrodestra" (occhiello) a pag. 9 con il titolo "Bioetica, Fini: libertà di voto. Cittadinanza, il Pdl si spacca", sommario "Cicchitto: il ddl immigrati è un’iniziativa fuori dalla maggioranza", foto di Fini su "il voto sui ddl più delicati" e strillo "Il presidente della Camera: nel programma della coalizione non si dice che per diventare italiani ci vogliono 10 anni". Tralasciando, questa volta, la foto [scelta soggettiva] in quanto abbraccia anche il testo sullo scontro in seno al Pd, ripetiamo l'operazione svolta sul Corriere della Sera: il risultato dà 355 cm quadrati che moltiplicati per il coefficiente 43 (pag. 9) fa 15.265 e diviso per mille 15,265 che moltiplicheremo per il numero delle copie (302.467) e riporteremo sull'ascissa y = 4.617.158. Pur essendo maggiore lo spazio dedicato dal giornale romano l'effetto è minore in quanto il testo è collocato a pagina nove (coefficiente minore).

La seconda parte dell'intervento sarà pubblicata nei prossimi giorni

RIPRODUZIONE VIETATA: nelle citazioni indicare sempre: autore, "titolo", link (www.opinionepubblica.com), data di pubblicazione. Mentre segnalazioni e commenti critici sono leciti e graditi, la copia integrale, o quasi integrale, dei testi e delle immagini - soprattutto senza una corretta citazione della fonte - è deplorevole e (de)qualifica chi non tiene alla propria reputazione neanche su internet: se si desidera riportare l'intero testo e le eventuali immagini, inserire piuttosto un collegamento alla pagina dell'articolo. Grazie.

SEGUICI SU logo twitter