| 10 Febbraio 2010
Seconda parte dell'intervento tenuto al seminario di demodoxalogia di San Martino al Cimino il 26 ottobre 2009
L'indagine demodoxalogica (inde) parte dal presupposto che, per determinati argomenti, non sia sufficiente reperire le informazioni, ma che queste vadano valutate "effemerocriticamente": tale comparazione delle effemeridi rileva dove si potrebbero nascondere, esagerare o minimizzare (understatement) parti della notizia o dell'avvenimento per favorire, intenzionalmente oppure in buonafede, taluni soggetti interessati. Pertanto, in presenza di un messaggio (audiovisivo, testuale o altro) emesso da una fonte (secondo le tradizionali teorie della comunicazione: si veda Harold Lasswell o Paolo Alessandro Meazzini, La lettura, Learning Press, 1986), per capire il reale significato di cosa è stato detto o scritto si circoscrive dove (lo spazio in cui è stato enunciato per la prima volta: articolo di giornale, assemblea, conversazione privata, comunicazione pubblica ecc.) e quando (il tempo: inaugurazione, commemorazione, campagna elettorale, lancio pubblicitario, crisi aziendale o economica, sbalzi della borsa, rincari ecc.). Si prescinde completamente da chi ha emesso il messaggio (politico, imprenditore, dirigente, genitore, insegnante ecc.), in quanto la comunicazione riflette il suo ruolo e le sue intenzioni: una comunicazione (palese) che si adatta alle circostanze di tempo e luogo in cui è emessa e che è assai diversa da quella riservata, carpita per esempio nei fuori onda o nelle conversazioni private.
Esemplifico il concetto con delle argomentazioni ormai storiche: quando Napoleone decise di varcare le Alpi per invadere l'Italia (quando) emise due proclami, uno rivolto ai suoi soldati e l'altro agli italiani (dove = uditori diversi). Ai suoi disse: "siete affamati e seminudi… io vi porterò nella pianura più fertile del mondo; troverete grandi città, ricche provincie, onori, gloria, donne, vino e fortuna". Mentre agli italiani proclamò: "popoli d'Italia! l'esercito francese viene a rompere le vostre catene, il popolo francese è amico di tutti i popoli. Noi non ce l'abbiamo che con i tiranni che vi schiavizzano". Sulle pagine del Moniteur, dopo la partenza di Napoleone dall'isola d'Elba (1815), la sua marcia verso Parigi fu annunciata via via con i seguenti titoli:
- L'antropofago è uscito dal suo nascondiglio
- L'orco della Corsica è sbarcato a Golf Juan
- La tigre è arrivata a Gap
- Il mostro ha dormito a Grenoble
- Il tiranno ha attraversato Lione
- L'usurpatore sarebbe a sessanta leghe dalla capitale
- Bonaparte avanza a grandi passi, ma non entrerà mai a Parigi
- Napoleone sarà domani sotto i nostri bastioni
- L'imperatore è arrivato a Fontainebleau
- Sua Maestà Imperiale ha fatto la sua entrata ieri sera al castello delle Tuileries, in mezzo ai suoi fedeli sudditi.
Sempre in tema di comunicazione, mi riferisco al pensiero di John Kenneth Galbraith quando afferma che non è presumibile che le previsioni ufficiali in campo economico siano esatte: dicono soltanto quello che i governi si augurano che accada. Non ci aspettiamo mai che il consigliere economico di un governo ci predichi l'aggravarsi della disoccupazione, l'accelerarsi dell'inflazione e un deficit record (Sapere tutto o quasi sull’economia, Mondadori, 1979). Come citato anche nel corso online di demodoxalogia, la frase "domani sarà una brutta giornata" può assumere diversi significati, a seconda delle circostanze: per lo studente potrà presumere un'interrogazione non gradita, per il postino una giornata piovosa, per l'operatore di borsa un calo delle quotazioni azionarie, e così via. Con la comparazione delle notizie fra loro e l'analisi del dove (strumento o frattale geografico con annesso pubblico) e del quando (periodo temporale dell'accadimento o della previsione) possiamo collocare l'evento nella giusta dimensione.
Con riferimento alla prima parte del mio intervento e ai grafici della nostra indagine sul "complotto", osserviamo che il 24 settembre 2009 il Corriere della sera ha dato il doppio dello spazio rispetto al Messaggero e che le critiche a Silvio Berlusconi (prive di commento) sono state ospitate con l'occhiello "Lettera di La Malfa" (un politico non inviso alla proprietà del giornale). Con lo sviluppo della inde nei giorni e settimane seguenti si è meglio capita la tendenza del quotidiano milanese (come gli altri sotto osservazione) annunciata anche dalla posizione del presidente della Camera dei deputati Gianfranco Fini sul biotestamento: il Corriere, infatti, sempre il 24 settembre, aveva evidenziato che dopo l'incontro "nel Pdl torna la polemica e la diffidenza nei confronti del presidente della Camera" (che si era incontrato con Montezemolo), "ma dai due entourage giurano che si è solo discusso" di un convegno: (quel giurano è malizioso!). Infine, a proposito dello scudo fiscale uno strillo (titoletto in evidenza) afferma: "vantaggi per Mediolanum". [Col senno di poi possiamo comprendere il minore impatto mediatico dato dal Messaggero a Berlusconi: gli interessi economici della famiglia Caltagirone, con la presunta richiesta dell'assessorato all'urbanistica in cambio dell'appoggio nel Lazio alla candidata del Pdl, ndr].
Renato Brunetta, intervistato dal Messaggero (24/09/2009), alla domanda di un eventuale tentativo di far cadere Berlusconi in questa legislatura risponde "Sicuro" prendendosela con i possessori delle rendite, i media e certi pezzi della magistratura. In merito alla relazione programmatica sulla finanziaria il giornale sottolinea che, in una audizione parlamentare, "venti miliardi di spesa pubblica sfuggono al controllo della Ragioneria in quanto gestiti direttamente" (da altri enti). Infine, nel resoconto di Berlusconi alla Nazioni Unite, il Messaggero conclude (maliziosamente?) ricordando le feste a palazzo Grazioli. Evidentemente, da una sommaria analisi effemerocritica di un solo giorno e su due soli quotidiani nazionali, dobbiamo convenire che il quotidiano dei Caltagirone (palazzinari imparentati con Pierferdinando Casini) è più morbido nei confronti del premier. In sostanza, una quotidiana indagine quantitativa, come già esplicitato, accompagnata dall'indagine effemerocritica permetterebbe di monitorare gli eventi in esame ricavando utili trend. Ovviamente nell'analisi entrano in gioco ben altre variabili e parametri demodoxalogici che solo attraverso l'esperienza (o le esercitazioni didattiche) è possibile acquisire. Così, a proposito dell'intervento all'Onu di Gheddafi e della sua richiesta di allargare il Consiglio a tutte le unioni internazionali rappresentate (come riferito semplicemente dal Messaggero), il Corriere ricorda che il leader libico è presidente dell'Unione africana: quindi demodoxalogicamente non ha fatto altro che interpretare il suo ruolo, ma se non lo si esplicita l'informazione diviene carente e di parte, portando a conclusioni che rafforzano i pregiudizi.
A proposito della relatività delle cose e delle opinioni, lo scrittore Pitigrilli (Dizionario Antiballistico, Sonzogno, 1953) sosteneva che il ginepro se lo chiami ginepro è un liquore da minatori, se lo chiami gin è un liquore da granduca; Arianna abbandonata da Teseo per dimenticare i dispiaceri si fece sacerdotessa di Bacco, raccontato con parole moderne: si è data all'alcol; mettere dei pezzetti di pane nel brodo equivale a non saper stare a tavola, ma se quei pezzetti li porta il cameriere con i guanti bianchi in un piatto d'argento l'inzuppamento diventa bon ton, perché i pezzetti di pane cambiano fisionomia chiamandosi crostini. Compito dell'effemerocritica è dunque scoprire l'altra faccia di quello che ci appare come realtà. Così, secondo Toddi (Il benessere integrale, De Carlo, 1946) l'interpretazione della realtà si modifica progressivamente poiché la realtà stessa è diversa nel procedere del tempo: occorre pertanto distinguere l'essenziale dal secondario ed esaminare cose ed eventi da un punto di vista diverso da quello che ci è abituale.
Nel concludere la presentazione del metodo inde, indico (seppure con tutte le riserve del caso) alcuni principi da tener sempre presenti nel corso dell’indagine.
- L'informazione è la trasmissione oggettiva di una situazione (il segnale di un semaforo al crocevia di una strada, il prezzo di una data merce ecc.); la comunicazione è l'abbellimento e l'arricchimento dell'informazione per raggiungere uno scopo (consenso, simpatia, vendita ecc.).
- Nel corso dell'intervista, che dovrà essere un colloquio senza limite di tempo, si inizierà a parlare di titolo di studio, hobby, professione, ambiente famigliare e lavorativo per delineare il ruolo dell'intervistato nel determinato gruppo (pubblico) oggetto dell'indagine. All'intervistato non si dovrà mai chiedere il suo parere ma di riferire l’opinione del gruppo di cui è portavoce.
- Qualsiasi atto o messaggio (orale o scritto) quasi mai corrisponde alla realtà/verità, ma è l'azione o l'opinione del comunicatore: occorre pertanto individuare le motivazioni del soggetto (leader) che compie l'azione (con atti o messaggi) e quello dei convenuti (clienti, studenti ecc.) sui quali ricade l'azione predetta; per esempio, le riforme in favore dei cittadini (soggetto che se ne giova) quale impatto avranno sui dipendenti pubblici? (convenuti che le subiscono).
- Inconsapevolmente, come riflesso psicologico di autodifesa e istinto di cancellazione di atti o pensieri contrari all'opinione corrente, c’è la tendenza a manifestare espressioni verbali (pertanto spontanee) che non corrispondono al modo di agire. Secondo Max Nordau (Le menzogne convenzionali della nostra civiltà, Curcio, 1950) l'uomo moderno è come se vivesse due vite, una esterna e l’altra interna, le quali a vicenda si deridono e sono in perpetua contesa: è il "contrasto fra il modo di pensare e il modo di agire". L'esempio più semplice è quando nelle discussioni chi esterna più accanimento è proprio chi ha torto, oppure colui che non rispetta le regole ma le esige dagli altri.
- Nell'umanità, sia a livello personale che collettivo, c'è la tendenza ad attribuire i fallimenti, le difficoltà o gli errori ad altri (eventi o persone): per cui gli immigrati tolgono il lavoro, le merci estere alterano il mercato, i delinquenti provengono da altri paesi, il capoufficio ce l'ha con me, i colleghi sono invidiosi, la cognata mette zizzania, il ritardo è da attribuire all'ingorgo stradale, e via di questo passo.
- Quando in una coordinata cartesiana i valori riportati sull'asse delle ascisse (y = il coefficiente calcolato) segnano (rispetto all'asse delle ordinate x = la cadenza dei giorni) vistosi sbalzi rispetto al normale trend della media (generalmente il fenomeno può durare giorni e anche settimane) essi non sono un indice di mutamento della tendenza in atto ma solo la rilevazione di manovre speculative effimere (su titoli azionari, scandali, effervescenze politiche ecc.) che una volta raggiunto o fallito lo scopo rientrano nella media; il vero indice di cambiamento si denota quando giorno dopo giorno la media del coefficiente sull'ascissa y è in costante mutamento.
- Per collocare il mutamento nel quadro storico e culturale, gioverebbe "sempre chiedersi perché, a chi giova, quale è l'alternativa, come fu giudicato in altri periodi non lontani un avvenimento dalle caratteristiche simili a quelle odierne e perché, come sarà giudicato tra dieci o venti anni, che reazioni provocò, come incise sulla storia" (da una mia lezione del 1979 alla Sapienza).
- Gli accadimenti delle pluralità umane (i pubblici o la folla) essendo il risultato di più forze presenti nell'ambiente (popolazione/territorio/risorse umane e naturali), soggette a costanti biologiche, chimiche e fisiche, evolvono (mutamento) secondo cicli K costanti con alternanze positive (+) e negative (-) o predominanze e assenze ove l'apporto umano incide solo sul quando cioè sulla temporalità degli eventi (Demodossalogia ed opinione pubblica, Sidd, 2001 e G. D’Orazio, "Rapporti tra tecnologia e società" in Atti LXV Riunione della Sips, Cassino, 1999). L’umanità è come quei due pesciolini che girano nell'acquaio settimana dopo settimana, anno dopo anno, finché un giorno uno chiede all'altro: domenica cosa fai?
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