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Le discussioni o controversie, il confronto o la dialettica - chiamateli come volete - fanno parte della vita quotidiana sia delle organizzazioni sia degli esseri umani. Nei partiti come nei condomini, nelle associazioni come nelle famiglie, il contrasto tra opinioni diverse emerge in continuazione e ciascuna fazione ritiene di avere ragione. Quasi sempre i contendenti sono in buona fede in quanto convinti di ciò che sostengono, altre volte lo fanno per difendere interessi di parte.

Ma di fronte a due o più versioni diverse dello stesso fatto, come può un terzo soggetto giudicare o capire in modo obiettivo, rispetto anche al suo punto di vista, cercando una verità che non sia né una mediazione né un'ulteriore valutazione?

Le teorie (politiche, religiose, economiche...) sono fallaci in quanto ancorate a presupposti ideologici che riflettono la situazione di un'epoca o di un determinato territorio. Alla Rivoluzione francese (in una società preminentemente agricola) è subentrata l'espansione mondiale dell'ideologia comunista per fronteggiare l'industrializzazione ed a questa la cosiddetta democrazia, frutto del trapasso tra industrializzazione matura e postindustriale. Oggi siamo nell'era della globalizzazione, che rappresenta un ulteriore passo in avanti nell'elaborazione di nuovi significati e ideologie politiche ed economiche.

Su un altro piano, la religione cristiana, nel suo insieme, nonostante la millenaria penetrazione nel resto del mondo, restringe i suoi più solidi confini in Occidente mentre in Oriente, Medio Oriente e paesi africani predominano altri culti.

Il passaggio da un'era all'altra non è segnato dal calendario astronomico: non avviene da un giorno all'altro. La nuova civiltà si interseca con la precedente mantenendone molte caratteristiche.

Toddi, scrittore e docente all'Istituto di scienze orientali, negli anni cinquanta dello scorso secolo affermava che il modo di pensare cambia in conseguenza del modo di vedere; ma ciò che crediamo di vedere come reale è solo apparenza, cioè una nostra interpretazione della realtà in continuo movimento, quindi irraggiungibile.

Franco Rizzo, docente di sociologia politica, in Consenso ed Istituzioni (Esi, Napoli, 1981) ha aggiunto che "il domani che avanza tanto rapidamente [...] ci appare come un déjà vécu", qualcosa che stiamo già vivendo: un'apparenza che ci sembra reale.

La demodoxalogia, sin dal IX Convegno nazionale (Roccasecca dei Volsci, 2003), ha suggerito un metodo per interpretare con ragionevole oggettività un avvenimento. Lo esponiamo sommariamente.

Un evento sociale deve avere necessariamente un protagonista (il soggetto che compie l'azione) e un convenuto (l'oggetto su cui ricade l'azione). Il soggetto protagonista va sempre contro o verso qualcuno o qualcosa, altrimenti non vi sarebbe l'azione formatrice dell'opinione pubblica; quindi va in direzione dell'oggetto che subisce l'azione modificatrice (pluralità umane, istituzioni, valori, bisogni ecc). L'evento è il nesso tra il soggetto e l'oggetto ed è annunciato o preceduto da tanti sotto-eventi, rilevabili dal costante monitoraggio delle informazioni attraverso l'indagine demodoxalogica (in.de): tale processo è stato illustrato in diversi seminari didattici. 

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