| 13 Settembre 2010
La ristretta comunità degli studiosi della demodoxalogia non può che rallegrarsi delle notizie apprese constatando, nel contempo, la diffusione dei principi demodoxalogici e la moltiplicazione di sedicenti esperti, sconosciuti anche ai decani della disciplina: la comparsa dei falsari, infatti, per quanto disdicevole è anche un segno del successo della nostra disciplina. Per la cronaca, l'ultimo fantasma apparso sulle scene è un tale chiamato "Anonimo Intervistato" (così, con le maiuscole guasconeggianti) dalla giornalista che lo consulta su Osint e fonti aperte. Sembra chiaro che nell'altrimenti inspiegabile anonimato si nasconda un millantatore: i nomi e i curricula degli unici demodoxaloghi in attività sono infatti pubblici e non ci risulta che qualcuno abbia mai rilasciato, per ritegno e deontologia, interviste anonime. Eppure un inquilino della scala C del primo piano di una via centrale di Roma lo definisce "massimo esperto italiano di lettura e analisi delle Fonti Aperte: un mago della demodoxologia": peccato che non sappia nemmeno scrivere correttamente demodoxalogia (con la "a": la dossologia, con la "o", è materia liturgica)! In ogni modo, se è un vero "mago" della nostra disciplina, sia pure piovuto da un altro pianeta, perché nascondersi? Manifesti la sua presenza in una sfera di cristallo o scuotendo un tavolino a tre gambe...
Al contrario, durante Omnibus (La7) del 27 agosto scorso l'ex addetto stampa di Massimo D'Alema, Fabrizio Rondolino, ha chiaramente ribadito il principio che tutti i giornali hanno un padrone e che pertanto le notizie pubblicate non possono che essere in funzione degli interessi del proprietario della testata: un assioma dell'indagine demodoxalogica. Così Paolo Liguori (TG Com, Mediaset), a proposito di "scoop ad orologeria", ha sostenuto che i giornalisti più informati conoscono spesso diversi fatti scabrosi, però se li raccontano a cena ma non li pubblicano: perché? Semplicemente, in quel momento non sono funzionali agli interessi del proprietario. Infine, persino un aforisma divulgato dai demodoxaloghi (ma ripreso da Toddi) è passato, come un luogo comune, in una trasmissione televisiva (Victor Victoria, La7): "nulla è come sembra!" Appunto.
- L'agenzia stampa Informatore Economico Sociale del 25 agosto 2010 ha dato notizia della recente riunione dei demodoxaloghi a Treviso:
"Veneto, terra di demodoxaloghi. A Treviso, infatti, si sono riuniti i demodoxaloghi del Nord con il decano. L'importante incontro si è tenuto domenica 22 agosto. Erano presenti: il decano Giulio D'Orazio, la studiosa Maria Teresa Thibault, le professoresse Laura Isabella, Maria Giovanna e Lucia Simbula, il direttore dell'agenzia Informatore Economico-Sociale Francesco Bergamo, la studiosa Laura Deledda. Per l'occasione erano presenti anche Carlo Bergamo e i figli di alcune studiose. La riunione si è protratta per parecchie ore. E' stato fatto il punto sullo stato dell'arte. I demodoxaloghi sono arrivati alla seguente conclusione: fornire una nuova testimonianza dell'attività degli studiosi. Pertanto, verrà scritto il quarto saggio sulla demodoxalogia. Il decano, dopo aver analizzato e ponderato tutto l'operato, ha tracciato la nuova rotta. Le professoresse Simbula hanno esposto la loro opinione in merito alla struttura societaria della Sidd. Dunque, probabile cauta apertura a nuovi soci. Bergamo, invece, ha esposto il suo operato ed ha raccontato la sua esperienza in Libano al seguito della missione Leonte7 con le truppe dell'Unifil a comando italiano. L'esperienza come giornalista embedded in aree di crisi ha aperto una serie di problematiche demodoxalogiche di tipo operativo. Il test di applicazione delle procedure demodoxalogiche e inde in aree di crisi ha dato comunque risultati di buon livello. Pertanto, la demodoxalogia verrà applicata nel teatro delle operazioni militari con continuità. Bergamo ha informato che le probabili future riunioni saranno nei seguenti paesi: Kosovo, Iraq. Afganistan."
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