| 03 Ottobre 2010
La demodoxalogia valuta le notizie e le misura in base alla loro posizione nel tempo e nello spazio: lo possono testimoniare coloro che hanno seguito i vari seminari di demodoxalogia svolti dal decano Giulio D'Orazio. Con i coefficienti numerici euristici assegnati in base alla collocazione e alla rilevanza data a uno specifico argomento, il demodoxalogo riesce a spiegare, con sufficiente approssimazione (commisurata ai mezzi disponibili) cosa si cela o quale sarà lo sbocco di una informazione divulgata dai media. Una conferma empirica in tal senso è arrivata anche nel corso di Omnibus (La7, 15 settembre 2010) a proposito dello scontro tra Pier Luigi Bersani e Walter Veltroni: Mario Sechi, direttore del quotidiano Il Tempo, nel valutare l'impatto del segretario Bersani con i partecipanti all'assemblea del Partito Democratico al Lingotto di Torino, ha fatto notare che L'Unità (ex organo del partito) ha relegato l'intervento a pagina dieci dopo l'elezione di miss Italia.
Un altro argomento dibattuto dai demodoxaloghi è quello del quando e dove viene divulgata una notizia, prescindendo dal protagonista (si veda il corso di demodoxalogia), poiché "nulla è come sembra". Così, le recenti dichiarazioni del senatore Gaetano Quagliarello (Pdl) confermano un'ipotesi circolata nella campagna elettorale di due anni fa: Silvio Berlusconi e Walter Veltroni si videro una volta ufficialmente e più volte riservatamente nell'intento di dar vita ad una democrazia bipartitica, dove uno va al governo e l'altro all'opposizione. In questo senso, per i demodoxaloghi non è importante cosa si dice o si fa in pubblico, ma dove (colloqui riservati, riunioni ristrette) e quando (in vista delle elezioni o dell'approvazione di una legge ecc.) per capire il perché (la realtà del fatto). Interpretare la realtà è difficile poiché, senza strumenti d'indagine, il pubblico coglie solo l'apparenza, cioè quello che divulgano i poteri, le istituzioni e i media.
La filosofia dei demodoxaloghi lega l'ambiente, il territorio e le risorse umane e naturali a costanti K universali, che si ripercuotono anche sugli avvenimenti sociali: nell'elaborazione statistica i picchi in alto [+] o in basso [-] non rappresentano accelerazioni di mutamenti o avvenimenti ma semplicemente "impennate" statistiche. La previsione delle tendenze, secondo l'indagine demodoxalogica (in.de.) è ricavata in base alla rappresentazione grafica dell'andamento moderato e costante dei dati rilevati (la normale media statistica); prescindendo, appunto, dalle impennate statistiche e dalle fibrillazioni sociali. E' lo stesso meccanismo spiegato dal meteorologo di La7, Paolo Sottocorona, a proposito dell'andamento dei cicloni e del meteo in generale: "i meccanismi della fisica hanno a tratti delle impennate, ma poi tutto rientra nella normalità".
Un'ulteriore conferma delle ipotesi metodologiche della demodoxalogia: il presidente della Camera Gianfranco Fini (F) ha più volte sostenuto che i quotidiani che lo attaccano (Il Giornale e Libero) sono riconducibili tramite strette parentele al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (B); ergo, chi lo attacca è Berlusconi. Ma anche dietro la casa di Montecarlo c'è un parente stretto che ha agito all'insaputa dell'illustre politico. Nell'essenza delle modalità dei fatti, F e B hanno lo stesso peso e credibilità: sono diversi gli eventi.
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