Scegliamo un territorio qualsiasi sul pianeta: vive secondo le sue condizioni naturali. La sua superficie potrebbe essere costituita da un arboreto, sabbia, rocce, paludi, prato; potrebbe trovarsi su un altipiano o in una depressione, su una collina o una sterminata pianura, sulle pendici di un vulcano o su una costa lacustre o marina, un fiume, oppure essere caratterizzata dalla presenza di due o più elementi caratteristici tra quelli considerati o altri (qualità dell'aria, tempi di insolazione, piogge, umidità, temperatura e via elencando). Decidiamo di modificarlo secondo i nostri fini.
Dovremo valutare la distanza da luoghi abitati e/o urbanizzati, le sue condizioni climatiche, la qualità del suolo, chimica e granulometrica, il suo assetto idrogeologico attuale e storico, tutte le forme di vita esistenti, la sua quota rispetto al livello del mare e dei luoghi circostanti, nonché ogni altra caratteristica complessiva o specifica. Dovunque si trovi il punto scelto per la nostra attività e qualunque sia la modifica che vorremo apportare all'ambiente esistente, verranno comunque messe in relazione sia le caratteristiche oggettive del luogo ricevente sia quelle degli elementi innovatori. Per qualità vanno intesi la reale natura e il reale stato oggettivo, non presunto, di un bene, di un prodotto, sistema, servizio, altro o la combinatoria degli stessi. In base a quanto le caratteristiche oggettive del sito ricevente l'impatto saranno compatibili e/o congruenti con quelle modificatrici, le loro successive dinamiche di vita potranno manifestare reciproca sopportabilità, oppure malessere, se non grave malattia, disastro o catastrofe ambientale, generalmente meno sanabili di quanto ci piace supporre. Si possono generare fenomeni imprevisti e difficilmente governabili. Immaginiamo ora una casetta edificata in un ampio territorio agricolo, silvano o panoramico. Gli abitanti comunque avranno bisogno di acqua potabile, di scaricare e allontanare le acque di risulta, di cibo, di eliminare o allontanare i rifiuti, di illuminazione artificiale, di mezzi di trasporto, di telecomunicazioni, di servizio postale, di servizi in genere, di svago, di socializzazione, di un lungo elenco di beni e servizi via via crescenti, specialmente se la sola casetta si moltiplica nel tempo in gruppo di case, poi frazione, abitato urbano, paese, città. Immaginiamo che nello stesso semideserto sito venga impiantata una qualsiasi fabbrica, attività commerciale, un qualsiasi opificio o deposito di materiali o merci, senza centro abitato. La popolazione sarà esigua, i servizi ridotti per numero e genere, ma aumenterà subito, in modo esponenziale il traffico (su pneumatici, ferrovia, aereo), con costruzione delle relative infrastrutture ed aree di deposito. Molti aeroporti sorti in aperta campagna, lontano dai centri abitati, oggi sono circondati, anche fino al limite pista, dalle edificazioni cittadine di una crescente urbanizzazione indotta dalla presenza dell'aeroporto stesso. Prima o poi, le due realtà non saranno più congruenti e quanto era prevedibile fin dall'origine si presenterà come emergenza. Costruire paesi sulle pendici di un vulcano comporta un fattore di rischio che quando diventa emergenza non dovrebbe stupire. Costruire una diga su un fiume, specialmente se grande, comporta una combinatoria di rischi e danni noti che non giustifica sempre il costo-benefici. Con le conoscenze e le possibilità di comunicazione odierne, si può invocare sempre meno la buona fede per gli errori o gli sproporzionati costi di qualsiasi modifica ambientale. Ignoranza, incompetenza, dolo, superficialità e attendismo maturano frutti affini di squilibrio del territorio, uno più pericoloso dell'altro e ancora peggiori se combinati fra loro. La corposa normativa internazionale per la definizione oggettiva della qualità di cose, processi, ambienti, servizi e gestione fornisce quanto meno i criteri di parametro, prova e valutazione oggettiva. Purtroppo, disporre di un'intera biblioteca di buoni dizionari non significa necessariamente essersi impegnati o volersi impegnare ad imparare, leggere e scrivere correttamente la lingua da usare.
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