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Osservatori e predatori PDF Stampa E-mail
Scritto da Antonella Liberati   
Venerdì 01 Agosto 2008 03:00

Una spiaggia, una porzione di costa rocciosa, piccoli fiordi visitati dall'acqua marina. Le irregolarità rocciose brillano al sole di concrezioni saline. Verso il fondale dei piccoli fiordi, danza un bordo di alghe verdi. Appena sopra, una fascia che sembra spugnosa, si rivela struttura complessa abitata da piccolissime creature. Poco sopra, maestosa e scura, lucente di mistero, una fascia di piccole cozze ammicca attraverso l'acqua mobile. A confine con la superficie dell'acqua, le rocce sembrano borchiate da patelle di ogni misura, per poi incrostarsi di sale. Le piccolissime saline offrono sale in grani, scaglie, velature, cascate pietrificate, cristalli rilucenti, infiorescenze.

In una pozza troppo lontana dalla marea, la concentrazione salina ha reso le alghe bianche e inerti. Dal mare, rocce che sembrano draghi si tuffano nella battigia, tracce di antica attività vulcanica, tra pozze d'acqua, granchi frettolosi, piccole triglie, avannotti in quantità, qualche anemone di mare rosso cupo.

C'è chi osserva incantato e stupito. C'è chi cerca di pescare, catturare le creature acquatiche, non per necessità, ma per il gusto di gestirne l'esistenza. Sulla zona sabbiosa, verso l'entroterra, gigli marini sfuggiti all'antropizzazione offrono la gloria del loro candore perlaceo e del loro profumo ammaliante. Qualcuno li ammira, li annusa, magari li fotografa. Qualcuno li coglie per possederne brevemente la bellezza.

A notte, nei cespugli che crescono rigogliosi sulle prode di un fosso, maestose coppie di allocchi conversano e spendono le ore notturne in attività di sopravvivenza. C'è chi rinuncia alle tipiche attività serali antropiche per ammirarli stupito, in silenzio. C'è chi li considera disturbatori delle attività umane e ne auspica l'eliminazione.

Molti animali vengono imprigionati in piccole gabbie o comunque in gabbie e recinti che costituiscono prigione. Intrappolando un qualsiasi animale, per qualsiasi motivo, si passa dallo stato di osservatore, ammiratore, a quello di predatore, di persona esercente potere sulla qualità della vita dell'animale. Anche l'uomo è un animale e come tutti gli animali necessita di un suo territorio e di alimentazione. L'uomo è l'unico animale che è anche allevatore e quindi in grado di approvvigionarsi con certezza di riserve di cibo, forza lavoro e beni commerciabili disponibili a piacimento. Gli animali diventano beni economici a seconda delle aree di mercato che l'uomo dispone, tanto di animali selvatici che domestici e di allevamento.

L'uomo è spesso superficiale, ignorante e crudele nei confronti delle specie viventi. Spesso la sua capacità di osservazione diventa funzionale solo alla predazione ed a uno sfruttamento miope. Spesso la predazione diventa gratuitamente e inutilmente crudeltà ed efferatezza.

Gli spazi e le condizioni degli animali da allevamento sono generalmente quanto di più innaturale e vessatorio esista. Le condizioni di trasporto degli animali allevati, ma anche di quelli selvatici, sono tali che trasformano una esperienza già di per sé traumatica in condizioni di vera e propria inutile tortura. Molti arrivano morti. Molti viaggiano anche per mesi in condizioni di sovraffollamento, sporcizia, sete, fame, paura, disperazione. Molti viaggiano con arti fratturati o ferite varie. Molti subiscono percosse e maltrattamenti. Molti agonizzano lungamente. Per saperne di più, si può consultare il sito della Lav [+].

Ogni animale è osservatore e predatore. Ogni animale per sopravvivere esercita il suo potere di predatore o dominatore. La predazione è sempre e comunque crudele, per necessità. La dominanza porta al condizionamento di altri individui competitori. La predazione gratuitamente crudele, l'inutile imprigionamento e costrizione di altri animali, il loro maltrattamento potrebbero essere ridotti o evitati, a vantaggio della interazione positiva di tutti i componenti dell'ambiente.

Paradossalmente, l'uomo, il più intelligente degli animali, si rapporta ai componenti l'ambiente come nessun animale farebbe mai. Un osservatore è uno spettatore attivo. E' capace di empatia. Sa compiere valutazioni e scelte. L'uomo potrebbe essere osservatore anche di se stesso e delle proprie scelte, delle proprie azioni nei confronti di tutte le creature. Potrebbe riflettere meglio sui concetti di necessità, opportunità, convenienza. Potrebbe riflettere sui pregi e la bellezza di un ambiente meno contraddittoriamente gestito.

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 18 Agosto 2008 13:54
 
 

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