| 01 Giugno 2009
"Può una farfalla in Brasile provocare un tornado in Texas?"
( Edward Lorenz, The Butterfly Effect, 1979)
Bisogni crescenti, spesso indotti. Profitto. Tecnologie. Ambiente. Qualità delle azioni umane e dei loro prodotti. Regole e deroghe. Convenienza. Effetti a breve, medio, lungo e lunghissimo raggio e tempo di ogni singolo intervento sull'ambiente. Sprechi.
Quando l'essere umano scambia le innovazioni tecnologiche e le tecnologie da mezzi a fini, arriva al paradosso spiegato ovunque e da moltissimi su tutto il pianeta, da molto tempo. Frankenstein (nel romanzo di Mary W. Shelley) identifica un delirio di onnipotenza legato alla ricerca di una perfezione tutta umana, allora come ora: cibo Frankenstein, laboratori Frankenstein, tecnologie Frankenstein.
Tutto in nome di una qualche forma di profitto abnorme, che porta a risultati spesso opposti a quelli che in un primo tempo si era portati a sperare. L'inchiesta di Report intitolata "Carne" (Raitre, 17 maggio 2009) ha offerto all'opinione pubblica un'adeguata documentazione in proposito. La mancanza di concertazione e valutazione degli effetti delle scelte settoriali porta, prima o poi, a dover fare le valutazioni così presenti in ogni comunicazione in questi mesi. Miopia nel deliberare questo o quell'intervento, sottovalutando che quell'intervento, sia pure dettato da un'emergenza, se attuato solo nell'ottica dell'emergenza del profitto monetario o del condizionamento dell'opinione pubblica, nella sua inadeguatezza non concertata non finirà con l'emergenza né con la fine del profitto, né con la temporanea persuasione dell'opinione pubblica.
Sostituire la risoluzione parcellizzata dei problemi con la prevenzione concertata degli stessi ha portato l'attuale disastro del sistema gestionale planetario.
Ci si chiede cosa fare, come farlo, perché farlo, mentre i problemi derivati dalla miopia viziosa rimangono irrisolti e forse irrisolvibili.
Nell'ambito della Conferenza "Environment and Energy Innovations in Economic Dynamics" curata della Fondazione Edison e svolta presso l'Accademia dei Lincei (Roma, 21-22 maggio 2009), a proposito del problema relativo alla concertazione delle possibili decisioni virtuose, prima del punto di non ritorno, Horst Soboll (relatore sul tema "The European Technology Platforms for Energy and Environmental Innovation" ha mostrato tra le altre una slide molto significativa e particolare, visto il contesto. Si tratta di una citazione da S. Francesco di Assisi, riferita alla "missione possibile" di ovviare ai problemi che la gestione ambientale ci impone ora:
"Comincia facendo cosa è necessario, poi fa quello che è possibile e improvvisamente ti troverai a fare l'impossibile". Cominciamo a concertare ciò che è necessario; poi concertiamo ciò che è possibile e improvvisamente ci troveremo a fare l'impossibile concertazione virtuosa tanto necessaria.
Demodoxalogicamente, proviamo a scrollarci dai pre-giudizi omnipotenziali, osservando i problemi in modo reciproco e creativo, tenendo conto che nessuna nostra azione andrà perduta, virtuosa o viziosa che sia. Tutto quanto generato nell'ottica della globalizzazione, con la stessa ottica andrà gestito e ripensato, tenendo conto dell'effetto farfalla.
Speriamo sia ancora possibile avere l'umiltà necessaria a vedere ciò che è sbagliato, concertandone la realtà e i tentativi per riguadagnare gli aspetti positivi sottesi nei cicli naturali ancora recuperabili.
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