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Acrobati, clown, domatori, animali più o meno esotici, più o meno rari, feroci, pericolosi: tutti in pista! C'è lo spettacolo del circo!!! Gli acrobati, i comici e i domatori probabilmente si trovano in pista per scelta volontaria, forse attitudinale, oppure per il desiderio o per l'opportunità di esibirsi in quanto acrobati, comici o domatori. Gli animali non umani, più o meno esotici, più o meno rari, feroci, pericolosi possiamo invece escludere che si trovino in pista per loro volontà, attitudine o convenienza. Gli animali non umani si trovano in pista costretti con ogni mezzo a "dare spettacolo", facendo cose che mai farebbero spontaneamente. Abbiamo visto in vari telegiornali e programmi tv i “trattamenti” a cui sono sottoposti gli animali non umani per "condizionarli" e costringerli a dare spettacolo. Entrano in pista e si esibiscono per effetto di mirati condizionamenti, crudelmente devianti. Obbediscono per paura di maltrattamenti di vario genere. Molti soccombono o impazziscono. Quando riescono a fuggire vengono cacciati, catturati o uccisi.

Il maltrattamento degli animali non umani è un problema affrontato dalla Lav e da altre associazioni attente alle condizioni ambientali, tanto del pianeta nel suo insieme quanto nei suoi frattali spazio-temporali ed economici. Da sempre, gli animali subiscono gli effetti delle velleità, oltre che delle presunte necessità, degli esseri umani, ma sono anche vittime di crudeltà e gratuiti maltrattamenti. Maltrattare e costringere gli animali non umani a vivere e morire crudelmente determina danni collaterali che si preferisce ignorare o chiamare con altri nomi. Maltrattarli e costringerli a una vita da circo aggrava i danni collaterali anche nell'ambito dell'educazione degli umani, determinando errati e miopi approcci all'ambiente tutto (territorio, popolazioni, risorse). Errori che si tramandano di generazione in generazione. Abituare i bambini all'idea che ogni impiego spettacolare di animali non umani di ogni genere sia "divertente" e "sano" costituisce pericolosa educazione mistificatoria. Quegli animali sono costretti a vivere in gabbie itineranti (cosa che terrorizza ogni animale non umano), a esibirsi in mezzo a rumori che il loro udito fine non sopporta, ad essere esposti reiteratamente all'attenzione del pubblico, quando dovrebbero vivere nel riserbo del loro ambiente, rifuggendo dall'esibirsi ad estranei secondo il loro istinto di conservazione. Costringerli a esibirsi quotidianamente come animali non umani da spettacolo, a compiere esercizi innaturali ottenuti con ogni sorta di vessazione significa tanto violarne ogni loro diritto di esseri viventi quanto insegnare agli spettatori che è giusto, peggio, sano e divertente farlo. Proporre a bambini e poi ad adulti un tale tormento di creature viventi come spettacolo divertente, ludico, sano significa inculcare un'idea aberrata tanto di "animale" che di "umano".

Esistono molte modalità di tortura per ogni tipo di animale. Qui si sottolinea l'amaro paradosso che le torture propedeutiche alla formazione di "animali da circo" e le torture quotidiane degli spettacoli subiti dagli stessi vengano pubblicizzate come eccezionali e spettacolari: "felici collaborazioni" fra domatori e animali non umani. Prestazioni così atipiche, spettacolari ed eccezionali da essere proposte a caro prezzo e a caro prezzo vendute in tutto il mondo. Il prezzo maggiore, occulto, incalcolabile e non calcolato, lo pagano gli animali non umani, la cui vita nulla ha più a che fare con quella che avrebbero avuto in natura. Lo spettacolo circense può e deve essere espressione delle abilità umane liberamente gestite fra umani, lasciando da parte e in pace gli animali non umani nel loro ambiente. Magari rinunciando anche alla continua, crescente, miope distruzione degli habitat delle diverse specie viventi.

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