Per rincorrere la televisione la carta stampata ha aumentato il numero delle pagine ed è divenuta un contenitore di tutto e il contrario di tutto. Ma l’aumento delle pagine ha paradossalmente significato più pagine di pubblicità a danno delle notizie e dell’approfondimento delle stesse. In una società frenetica la lettura e la riflessione sono appannaggio di pochi.
Il risultato è che il lettore non è più in grado di ponderare le notizie che riceve, inoltre ricevendo informazioni contrastanti (dalla politica all’economia e persino su qualche argomento scientifico) non ha più riferimenti certi. Quando ero giovane sentivo dire “C’è scritto sul giornale!”, che equivaleva a verità sacrosanta. Oggi si dubita di tutto, anche delle banali notizie di cronaca. Vanno per la maggiore quei giornali che riportano notizie d’evasione. Il pubblico vuole sognare, distrarsi, cercare mondi d’appartenenza diversi dal proprio e in linea con quelli trasmessi dalla tv. Una volta era lo stesso ma non in maniera così diffusa e radicata. Dopo Gutenberg e la televisione siamo entrati nella terza svolta epocale dell’informazione, abbiamo fatto il primo passo verso il futuro. E’ cambiata e sta ancora mutando la tecnologia. In Spagna hanno inventato un telefonino per i giornalisti tv per consentire le riprese immediate e abbattere i costi del cameraman. A Roma in un convegno alla Facoltà di sociologia della Sapienza nel dicembre del 1994 presentammo la distinzione di P. Meazzini (La lettura, ed. Learning Press Roma 1986) a proposito degli elementi della comunicazione: E – Emittente, colui che emana l’informazione (per es. il giornalista) D – Destinatario, colui che riceve l’informazione (l’utente) M – Messaggio, l’informazione veicolata dall’emittente C – Canale, lo strumento attraverso il quale passa l’informazione (giornale, televisione, telefonino, conferenza, ecc.) cod – codificazione, adattamento dell’informazione allo strumento di diffusione (canale) ed ai fini voluti (semplice informazione, pubblicità, veicolazione di idee, ecc.) dec. – decodificazione, interpretazione dell’informazione da parte del destinatario (ricevente) in base alla sua cultura, classe sociale, ideologia ed aspirazioni. Con – contesto (ambiente culturale, storico, economico, geografico) nel quale si svolge il rapporto tra E/D. Orbene, mentre finora il Canale (giornale, tv, sede congressuale, ecc.) era appannaggio di pochi che potevano controllare e calibrare l’informazione secondo i loro interessi, col il telefonino del futuro (tv, computer, camera digitale e telefono) ed i siti su Internet ognuno di noi è proprietario e gestore dei suoi Messaggi. Emaniamo informazioni quindi siamo! E’ la rivalutazione di se stessi, l’affermazione di una monade in un mondo di monadi, con conseguenze sociali e culturali stravolgenti. L’accentuazione del relativismo, il decadimento delle ideologie politiche e religiose, l’esaltazione del narcisismo, la consapevolezza di poter fare da soli; in una parola la voglia di liberazione da tutto e tutti. Con la centuplicazione delle informazioni: vere, false, probabili, fantastiche, ecc. Ma cosa importa? Vedremo il mondo con i nostri occhi, dal nostro punto di vista, se e quando ne avremo voglia. Così come Adamo ed Eva persero il paradiso terrestre ma si cibarono del frutto del sapere, conservandolo e sfruttandolo nei millenni futuri (D. S. Landes, Prometeo Liberato, Einaudi 1978), la generazione che verrà avrà una forza enorme derivatole dal fatto di essere libera di conoscere e comunicare in qualsiasi momento e luogo del mondo pensieri, emozioni, idee; vivendo in quel villaggio globale che, col tempo, ci renderà tutti uguali, e speriamo, solidali e felici. La liberazione intellettuale, secondo molti, è una forza enorme capace di produrre tanto il bene che il male. Chi vivrà vedrà!
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