| 05 Aprile 2008

Ieri su City [+], free press del Corriere della Sera (gruppo RCS [+]), è stata pubblicata la pubblicità di un concerto di David Helfgott [+]. Sotto la data dell'evento leggiamo: "il grande pianista la cui storia è stata raccontata dal film Shine premiato con l'Oscar" (la statuetta l'ha vinta il film, ovviamente, non il pianista: vedremo, appunto, che non è questa l'unica e più grave ambiguità del messaggio).
Ci occupiamo di un'inserzione pubblicitaria, dunque, poiché vi abbiamo notato qualcosa che ooops! deve proprio essere sfuggita a redattori e responsabili del giornale. Certo, la pubblicità occupa l'intera pagina 11 dell'edizione romana ed è scritta a caratteri cubitali: però, è la stampa bellezza! si lavora di fretta e la svista ci può stare...
E così, in fondo alla pagina leggiamo "numero verde" e poi un numero di telefono che inizia con 899 stampato, of course, in verde: un caso (sospetto) o una svista? Un numero che inizia con 899 infatti non è propriamente un numero verde, neanche se la società che lo gestisce si chiama Green Ticket e sventola il suo "biglietto verde" (eh, il profumo dei soldi!) in bella vista sul sito dell'Auditorium [+]. I veri numeri verdi, ricordiamolo per evitare altre sviste, sono numeri gratuiti, mentre - come non tutti i lettori sono tenuti a sapere (ma sa bene chi li attiva per lucrosi e spesso discutibili business) - gli 899 sono numeri di servizi "a valore aggiunto", cioè quelli che fatturano telefonate costosissime (specialmente se chi chiama, per una svista, pensa di chiamare un numero gratuito).
In definitiva, se di svista si tratta, allora i distratti sono almeno due: prima l'inserzionista (il prestigioso Auditorium della Conciliazione) e poi l'editore (l'autorevole Corriere della Sera). Svista, forse; ma sputtanamento sicuro per due importanti istituzioni. Certo "pecunia non olet", però chi paga non può mica pubblicare qualsiasi cosa... Ci sarebbe la deontologia professionale, la dignità personale, la responsabilità legale e il rispetto dei lettori... Ma si tratta di qualità non indispensabili in un paese saccheggiato dalle scorribande delle caste, imprenditori e giornalisti compresi.
Per essere chiari, non vogliamo attribuire a questa pubblicità responsabilità spropositate, ma solo riflettere sul senso di un incidente, un episodio nel contesto in cui si manifesta: quali interessi può rappresentare un'informazione così, pubblicità compresa?
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