| 26 Settembre 2008
Il quotidiano Liberazione di oggi, in prima pagina su tutte le colonne, ha intitolato "sciopero". Nei giorni scorsi hanno scioperato i dipendenti dell'emittente televisiva La7. Ma altre piccole emittenti o giornali sono in fibrillazione: è il caso, per esempio, del manifesto.
E' la conseguenza della riduzione delle provvidenze governative previste dalla legge per l'editoria e l'emittenza, a tutto danno dei piccoli network e di quelli che non sono rappresentati in parlamento. Tali provvidenze da oltre trent'anni hanno beneficato anche giornali sconosciuti che stampano a malapena mille copie, attraverso contributi telefonici, sulla carta e così via. L'informazione è cultura, quindi un bene primario che aiuta a crescere la conoscenza; da qui l'aiuto di stato anche per tenersi buoni o addomesticati i massmedia.
Il ragionamento è ineccepibile, ma anche il pane e il latte sono beni primari. La sopravvivenza fisica, forse, è anche più importante del bene conoscenza: con la stessa ottica dovremmo dare i contributi statali a fondo perso anche ai lattai e ai droghieri?
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