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Fotogramma da un film di Roberto Faenza

La spiaggia dove fu ritrovato il cadavere di Wilma Montesi, fotogramma da Forza Italia (1978) di Roberto Faenza

Come gli esperti di Open Sources Intelligence sanno, per esperienza diretta e abbondante documentazione bibliografica e giornalistica, quando nei paesi cosiddetti non allineati una fazione politica, o per esempio la Cia, intendevano destabilizzare qualche governo si facevano trapelare e diffondere voci con l'obiettivo di creare un'opinione pubblica contraria al regime. Tali rumors basati su indiscrezioni (spesso fantasiose e quindi non controllabili, ma credute vere dal popolo) riguardano in genere la condotta poco virtuosa di politici corrotti o di leader e loro famigliari sperperatori del denaro pubblico. Della moglie di un dittatore asiatico si disse che aveva migliaia di scarpe di gran marca, di molti altri che avevano depositato ingenti fortune all'estero, e così via.

Gettare discredito fa parte della lotta politica e, qualche volta, anche della diplomazia. L'Iraq aveva le bombe atomiche, Boris Eltsin si ubriacava... Per un capo di Stato italiano si ipotizzò il coinvolgimento in un affare di busterelle, un altro fu chiacchierato per l'amicizia con un parlamentare preso di petto da Amintore Fanfani per la vicenda della ragazza trovata morta sulla spiaggia vicino la tenuta presidenziale di Torvaianica, un terzo presidente della Repubblica fu addirittura imputato dai "saggi" inviati dai partiti (7 agosto 1964) di aver coperto la preparazione di un colpo di stato da parte del generale dei carabinieri Giovanni De Lorenzo. Nei riguardi di Silvio Berlusconi la sinistra ha cavalcato per decenni tutte le accuse possibili e, recentemente, quella di non aver mai partecipato alla Festa della Resistenza e di voler portare a Strasburgo "ciarpame senza pudore". Ma le ultime accuse a Berlusconi si sono rivolte contro la stessa sinistra: infatti il Cavaliere ha fatto la sua rievocazione della Festa della pacificazione e nelle liste del PDL per le elezioni europee non ha presentato ciarpame ma giovani e preparate laureate.

Che le voci sulle veline siano state messe in giro ad arte per far cadere nella trappola gli antagonisti, potendo così dimostrare che quello che dicono di lui è pura "falsità della sinistra"? In effetti il primo giornale a darne notizia è stato il quotidiano Libero (schierato con Berlusconi) il 24 aprile con il titolo "Il piano di Silvio per piazzare tutte le veline". Il 27, dopo il clamore dei mass media, il sito della Repubblica ha pubblicato le immagini delle candidate, sottolineando l'ira di Gianfranco Fini. Il 29 aprile il Popolo della Libertà ha potuto sbandierare che lo scoop sulle veline era una "bufala" montata dalla sinistra e dai giornali, nella quale era inciampata anche la moglie del presidente. Conclusione? A forza di essere smentita, una certa parte politica perderà credito tra gli elettori vacillanti: una tecnica ben conosciuta dall'Open Sources Intelligence.

 

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