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Qualche tempo fa, quando il giornalismo era più "tradizionale", i tg avevano una scaletta piuttosto rigida con determinate regole di priorità e una formula aurea dell’informazione: chi, dove, come, quando e perché. Approssimativamente, la scaletta delle priorità era scandita da fatti rilevanti ed eclatanti in apertura, seguiti da politica interna, politica estera, cronaca nera, rosa e infine sport ed economia (quest’ultima poteva avere anche una collocazione a parte). Con questa scaletta di priorità, da alcuni considerata scontata e noiosa, l’informazione dei telegiornali proponeva una certa visione dell'importanza dei fatti.

Oggi molte cose sono cambiate e i telegiornali si sono adeguati. La vecchia scaletta non è più così imbalsamata e i tg hanno sviluppato un sistema informativo nuovo, per alcuni versi audace: spesso capovolgono la coda con il capo; a volte invece mischiano tutto, schiacciando le hard news sulle notizie mosce. Col risultato di spiazzare lo spettatore meno attento (e quello della tv è spesso distratto).

Siamo arrivati, insomma, al telegiornalismo selvaggio, figlio del disegno di depauperare l'informazione per renderla più superficiale e futile: così una notizia importante, degna di ogni attenzione ma confusa tra altre news irrilevanti, viene "smorzata" o finisce addirittura ignorata dal pubblico. Perché il valore di una notizia è determinato anche dal contesto in cui viene comunicata.

La scaletta informativa dei tg sta sparendo, dunque, col risultato di rendere controllabile l'impatto sul pubblico di qualsiasi notizia, specialmente di quelle pericolose per i poteri che controllano anche l'informazione. La tendenza a portare all'ammasso le notizie sembra aver dato i suoi frutti: le poche notizie scomode e pericolose sono edulcorate tra il meteo e le cronachelle, tanto che i tg sono diventati i programmi preferiti dai cultori del gossip, dello sport e del turismo. Ormai chi vuole informarsi davvero, interagendo e confrontando le fonti, le notizie va a cercarsele prima di tutto su internet.

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