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Iniziando dai giovani PDF Stampa E-mail
Scritto da Giulio D'Orazio   
Martedì 02 Ottobre 2007 01:00

Largo ai giovani e a casa i vecchi! E' uno slogan che ha sempre funzionato, specie per quei giovani rampanti che, strumentalizzando quelle che venivano chiamate le masse ma che in effetti erano un mucchietto di giovani idealisti o addirittura senza idee, volevano arrivare al potere (le stanze dei bottoni) in modo facile e veloce.

Nelle assemlee studentesche oppure operaie chi ha avuto il coraggio di mettersi in mostra arringando i colleghi con promesse e propositi irraggiungibili di benessere economico e ampia solidarietà ha, prima o poi, raggiunto il suo scopo. Apparire (mettersi in mostra) e formare un'opinione pubblica (suscitare desideri, speranze ed emozioni): ecco gli ingredienti per avere successo, in politica come nel commercio.

Questo il motivo per il quale vediamo giornalmente sul piccolo schermo una passerella di politici che ripetono sempre le stesse cose, sostenendo che gli altri sbagliano e solo loro sono in grado di portare la felicità; che vediamo dibattiti inconcludenti, rissosi, ove quello che conta è di esserci. Di apparire. Lo stesso capo dello Stato, Giorgio Napolitano, di fronte a tali spettacoli televisivi è apparso per più giorni in tv per dire che i politici devono mostrarsi meno (si suppone in tv come sulle piazze) e lavorare di più. Concetto che ha ripetuto anche nelle varie città che frequentemente visita per dare una dimostrazione del suo operato e della comprensione dei problemi della gente. Proprio come i parlamentari.

Tra i politici ci sono poi quelli che eccellono. Walter Veltroni è il candidato più accreditato (dai bookmaker come dai colleghi e dai giornalisti) a risultare vincitore nelle primarie del Partito democratico; gli altri due concorrenti quotati sono Enrico Letta e Rosy Bindi. Tutti e tre li vediamo, per esempio, al telegiornale delle ore 20 e poi al dibattito delle 22 a Milano mentre in mattinata alle 11 erano alla camera di commercio di Bari. Hanno il dono dell'ubiquità, quindi sono santi (ancor prima di morire), o hanno un elicottero a disposizione? Non vogliamo pensare che sfreccino sulle strade a 180 km orari, specie dopo aver rivolto agli italiani l'appello alla prudenza nella guida dell'auto. Ma un altro dubbio ci assale avendo tutti e tre degli incarichi importanti, uno sindaco di Roma (città diversa dalla tranquilla Ceppaloni e pertanto con i suoi quotidiani problemi di sicurezza, traffico e quant'altro), l'altro sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri (con tutte quelle liti da ricomporre) e la Bindi ministro per la famiglia. Possibile che nei loro incarichi pubblici non abbiano nulla da fare se possono permettersi di andare in giro per l'Italia a raccogliere consensi per le primarie del nascente partito? E' una buona immagine di pubblica amministrazione "apparire" fuori dai compiti istituzionali in cerca di voti? O, per caso, la loro presenza nella pubblica amministrazione è superflua? Se dobbiamo fare dei tagli incominciamo allora da loro, il migliore esempio di coerenza nei confronti degli elettori.

Dunque, tutto è riconducibile alla cultura del tempo e del luogo. Apparire per occupare posti: questo oggi è l'imperativo anche a costo di fare promesse che porteranno più danni che benefici. I giovani, per esempio, sono tali in base all'età anagrafica o alla capacità di percepire la direzione del mutamento? In questo senso molti vecchi battono i giovani, ma non confondiamoli con le giravolte di certi politici per mantenersi attaccati alla poltrona.

Ultimo aggiornamento Martedì 20 Novembre 2007 14:00
 
 

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