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Scritto da Maria Teresa Thibault
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Giovedì 31 Luglio 2008 01:00 |
E' innegabile che l'arte, nel suo complesso (le nove muse), influisce sui processi mentali indirizzandoli verso questa o quella tendenza. Non solo la letteratura, creatrice di filosofie, movimenti d'opinione pubblica e nouvelle vague (per non parlare del cinema), ma anche la musica, la danza e così via. Nel secolo scorso Jean Duvignaud ha esaminato in Sociologie de l'art (Il Mulino, 1969) le correlazioni tra il mondo delle idee artistiche e la realtà della società dell'epoca. Nel settembre del 1967 i demodoxaloghi, riuniti a Siena per la XLIX Riunione della Società italiana per il progresso delle scienze, discussero sulla "rilevanza, nelle scienze sociali, della conservazione e valorizzazione dei patrimoni naturale, etnico, culturale".
Riportiamo alcuni brani tratti dall'intervento di Giulio D'Orazio sul tema movimenti e rapporti tra opinione pubblica e valori spirituali e sociali del patrimonio artistico, storico e culturale: "Non si può dare un giudizio, sui movimenti in corso, nel campo del mercato d'arte o sulla valutazione delle nuove tendenze paesaggistiche se non si pongono a confronto con i movimenti affini del cinema, dell'arte moderna e della ideologia; in quanto tutte le manifestazioni sociali e spirituali dell'opinione pubblica vanno inquadrate in uno schema generale e confrontate globalmente. [...] E' evidente a tutti, argomenta Duvignaud, che fra un quadro non figurativo del 1930 e uno di oggi non ci sono solo quelle differenze stilistiche e formali che scopriamo vedendoli appesi alla stessa parete. Nel 1930 il non figurativo era ancora una manifestazione di estrema avanguardia, mentre oggi è accettato da tutti: esiste perciò nel quadro del 1930 una forza polemica, una novità che l'altro quadro non possiede, e questo è un elemento di giudizio che non possiamo trascurare. Così se vogliamo interpretare le opere di El Greco non basta che le esaminiamo paragonandole a quelle degli altri grandi del Novecento, ma dobbiamo individuare i rapporti che legano l'opera del pittore alle particolari caratteristiche della società in cui visse, dominata dalla paura e dall'inquisizione. Analogamente, se il nudo in pittura compare quasi contemporaneamente in Lucas Cranach, Albrecht Dùrer e poi negli italiani e nei francesi, questo avviene in nome di una stessa ribellione (cosciente o no) contro il peccato originale che condannava la carne, di una protesta erotica che vuole affermare l'esistenza del corpo. Attraverso questi concetti l'arte non è più soltanto pretesto di eleganti discussioni stilistiche, ma un fattore ben più concreto di storia e di civiltà. E per capirla occorrerà avvicinarsi a tecniche d'indagini e di studio proprie dell'etnologia, abbandonando ogni posizione estetizzante."
Dopo quarant'anni i demodoxaloghi, con esperti e appassionati delle varie branche delle espressioni artistiche, ritorneranno ad affrontare l'argomento a Frascati (Roma) nelle scuderie di villa Aldobrandini, restaurate e messe a disposizione dal comune per gli eventi culturali. Il tema sarà Le Muse e l'opinione pubblica, i soci e gli utenti del sito riceveranno esclusive informazioni in proposito e call for papers (la chiamata a presentare interventi). Coloro che fossero interessati a partecipare o ad avere ulteriori informazioni dettagliate sono invitati a contattarci attraverso il nostro modulo online.
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Ultimo aggiornamento Giovedì 31 Luglio 2008 11:01 |