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Non ho molti ricordi del mio passato di studente, dalle elementari all'università, ma il lato negativo prevale su quello positivo; nel senso che la quantità e qualità dei cattivi maestri è stata superiore all'esiguo numero degli insegnanti che, appunto, mi hanno "insegnato" qualcosa. Il maestro unico delle elementari, insieme all'alfabeto e alla tabellina pitagorica, leggeva brani di libri che ci faceva poi ripetere e copiare, oltre che farci marciare - naturalmente, come imponevano le circolari ministeriali - e fare il saluto fascista imbracciando un manico di scopa che nella nostra e sua fantasia doveva essere il fucile con il quale avremmo dovuto, in caso di necessità, salvare l'Italia. Di quello che rimase delle elementari (e che durò nel percorso della mia vita) fu il grande attaccamento alla Madre Patria Italia, tant'è che a diciott'anni iniziai a frequentare una sezione dell'allora Movimento sociale italiano, a scioperare per Trieste italiana e, insieme ai dirigenti della sezione, sobillare gli studenti di altre scuole per farli scendere in piazza insieme all'istriano De Marsanich.
Visto che alle elementari non imparavo quasi nulla, i miei mi fecero frequentare la quinta elementare in un collegio gestito da religiosi e le tre medie in un altro, sempre gestito da un ordine religioso. Alla pregressa ammirazione per il duce Benito Mussolini e all'amore per l'Italia si aggiunse la vocazione del chierichetto. Molto più in là nel tempo mi imbattei nella frase di Pitigrilli: avendo studiato dai preti ho imparato bene tre cose: il latino, servir messa e mentire. Oggi lo scrittore piemontese Dino Segre (Pitigrilli), studiato dai demodoxaloghi della Sidd (lezione 28 del corso online), ha pochi lettori e quasi tutti ottuagenari, per cui le giovani generazioni (non educate in questo) non possono rivedere le loro convinzioni (inculcate da altri) e i loro pregiudizi, dando così significati diversi a teorie, comportamenti e passi della storia e delle leggende. Pensando ai miei innamoramenti politici e religiosi, che hanno permeato gli anni giovanili, sono rimasto esterefatto nell'apprendere che sin dalla prima elementare, delle scuole statali e non dalle orsoline, vi è l'ora di religione con tanto di libri (ben tre) da leggere, colorare e completare con le risposte ai quiz. Un vero e proprio inculcamento in ossequio all'evangelizzazione (si veda l'effemeride conservare ed estendere il potere) predicata da papa Benedetto XVI. Tre libri di religione acquistati dalla scuola e dati agli scolari gratuitamente, in un momento in cui lo Stato cerca mille appigli per qualche taglio all'istruzione. Tre libri moltiplicati per il numero degli iscritti alla prima elementare sarebbe un bel risparmio! Inoltre, l'insegnante di religione (che è scelto dalla Curia e non dallo Stato) potrebbe tutta al più - proprio nell'era della globalizzazione e della convivenza con altre etnie, religioni e costumi - svolgere un programma di "storia" delle religioni (al plurale) o essere sostituito dall'insegnamento dell'educazione civica e della conoscenza dei diritti/doveri del cittadino e del consumatore; materie ben più importanti per un'educazione giovanile che si riverbera nella vita da adulto. Ma quello che più mi ha colpito di tali libri di religione è che nel risguardo di copertina si legge (con tanto di riferimento ai relativi decreti ecclesiastici) che le pubblicazioni hanno avuto il nulla osta della Conferenza episcopale italiana e l'imprimatur della Curia metropolitana di Torino. Ma che forse i libri di scienze o di italiano hanno l'approvazione dell'Accademia delle scienze o di quella della Crusca? Siamo giunti a questo punto? E la prima edizione e diffusione del libro risale all'anno scolastico 2004-2005... Movimento studentesco, radicali, sinistra, cosiddetti democratici: non avete nulla da dire in proposito?
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