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foto di bruno zarzaca, roma 20 febbraio 2009

 - "Futuroma", 20 febbraio 2009

Ancora un oximoron comunicativo (forse ben più di uno!) attrae in questi giorni l'opinione pubblica. Nel centenario della pubblicazione del manifesto futurista si realizzano festeggiamenti, celebrazioni, commemorazioni: se ne parla, se ne mostrano e se ne interpretano le peculiarità in moltissime città (come a Roma, nella foto). E se ne leggono le analogie in rapporto alle modifiche subite dall'ambiente durante il secolo in celebrazione. Si tratta di manifestazioni, celebrazioni e festeggiamenti spettacolari, a volte egregi. Se ciò non avesse luogo, ce ne stupiremmo e forse anche rammaricheremmo.

Questi modi di focalizzare l'attenzione dell'opinione pubblica, con comunicazioni composite, condiziona la qualità oggettiva del singolo messaggio. Poiché il futurismo ha la caratteristica di immanenza in ogni ciclo socioeconomico e ambientale, in quanto percezione del cambiamento in atto ma ancora non a tutti noto, celebrare "quel" futurismo porta a considerarlo concluso, sebbene si sottolinei che i suoi effetti, nel tempo di un secolo, siano tangibili e visibili. Non solo: in alcuni casi se ne tenta la rivitalizzazione funzionale. Il primo manifesto del 1909 e tutti quelli che seguirono tendevano a fissare un protocollo conoscitivo della realtà che ne analizzasse i meccanismi fisici, dinamici e percettivi oltre l'apparenza sensoriale, così come i pre-giudizi e la cultura fino ad allora accumulata. Conoscere, anche a fondo, i meccanismi e le interazioni dei componenti dell'ambiente non significa necessariamente migliorarlo, peggiorarlo o cambiarne le modalità gestionali. Le celebrazioni sono sempre conclusive; il futurismo è perenne.prima pagina del figaro del 20 febbraio 1909

Valutare la qualità della qualità di ogni futurismo richiede intelligenza, sapienza, discernimento, atarassia. Come accade quando si acquista un quotidiano: più che voler conoscere le notizie, si tende a cercare conferme alle proprie opinioni. Le celebrazioni, le commemorazioni e i festeggiamenti sono autoreferenziali e propongono una selezione del fatto ad hoc: tale meccanismo può allontanare da ciò che si celebra e l'aspetto formale delle celebrazioni tende a cristallizzarne alcuni stereotipi.

Altri, celebrando riportano - tutto o in parte - il testo del Manifesto Futurista pubblicato a Parigi su Le Figaro il 20 febbraio 1909, precisando talvolta che si tratta di una selezione: confrontando le scelte di selezione del testo ci si rende conto tanto della differenza comunicativa tra il Manifesto e le celebrazioni nel loro insieme, quanto del messaggio rielaborato da chi ha compiuto tali ritagli, specialmente in assenza della precisazione di averlo fatto. Leggendo il testo integrale del famoso manifesto se ne avrebbe sorprendente conoscenza, contestualizzandone il messaggio che il lettore ne riceverebbe nel contesto della celebrazione del centenario: si potrebbe individuare di oximoron in oximoron come i messaggi possono influenzare la qualità di ogni comunicazione all'opinione pubblica.

 

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