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Scritto da Maria Teresa Thibault   
Martedì 23 Settembre 2008 06:00
copertina degli atti del convegno del 1968 sulla giustizia

Magistrati e avvocati si riuniscono sistematicamente fuori dalle sedi giudiziarie per esaminare i problemi inerenti la giustizia italiana. Gli incontri sono promossi da varie sigle: alcune direttamente o indirettamente guardano verso determinate opzioni politiche, altre più indipendenti e aperte alle diverse inflenze della società. Fin dal dopoguerra tali incontri si svolgono periodicamente: molti dei partecipanti col tempo hanno fatto carriera e da semplici giudici sono arrivati a capo delle procure, se non addirittura eletti parlamentari o membri del Consiglio superiore della magistratura. I problemi però sono rimasti com'erano. Eppure di discussioni e approfondimenti ne sono stati fatti tanti in questi quarant'anni. Solo chiacchiere?

A titolo di esempio si segnalano i seguenti volumi:

  • L'attuale crisi della giustizia in Italia, atti del II convegno nazionale dei Comitati di azione per la giustizia, Napoli, 30-31 maggio 1965, tipografia Cafieri;
  • Natura e funzioni del pubblico ministero, atti del III convegno nazionale dei Comitati di azione per la giustizia, Roma, 23-25 aprile 1966, tipografia Jasillo;
  • Crisi della giustizia in materia di controversie del lavoro e della previdenza sociale nel quadro della crisi generale della giustizia, atti del IV convegno nazionale dei Comitati di azione per la giustizia, Bologna, 28-30 aprile 1967, tipografia Saipem.

Il quinto convegno si tenne a Roma dal 28 al 30 giugno 1968 (atti pubblicati dalla tipografia Arti grafiche Jasillo) ed ebbe come tema il Rapporto fra diritto positivo ed evoluzione della economia pubblica con riferimento ad alcune forme di tutela personale (peculato per distrazione ed interesse privato in atti d'ufficio) ed al sistema dei controlli . Presentiamo di seguito le tre le esaustive relazioni.

 

  • Salvatore Buscema, magistrato della Corte dei conti, tracciò i lineamenti per un adeguamento del sistema dei controlli dopo aver delineato l'evoluzione delle forme dell'intervento dello stato nell'economia e i confini fra i sistemi di controllo e di tutela penale. Addentrandosi nella disparità di posizione giuridica e operativa tra dirigenti pubblici e privati e nei dettagli delle caratteristiche dei sistemi di controllo e di giurisdizione (statale, regionale, pubblica, politica ecc.). Sottolineò, infine, le prospettive e il mancato adeguamento ai principi costituzionali.
  • Ruggiero Firrao , magistrato ordinario, tracciò gli elementi per una riforma dei delitti di peculato e di interesse privato negli atti d'ufficio, ripercorrendo il processo storico-politico della formazione delle norme sino ad indicare le esigenze e le prospettive di revisione.
  • Giuseppe Guarino, ordinario di diritto amministrativo presso l'università di Roma, si addentrò sull'utilizzazione dei modelli differenziati nell'organizzazione pubblica.

Seguirono  le comunicazioni di: Francesco Conci, avvocato; Francesco De Filippis, magistrato della Corte dei conti; Vincenzo Machella, avvocato; Pietro Vitaliti, sostituto procuratore a Catania. Sotto la presidenza di Giuliano Vassalli, ordinario di diritto penale all'università di Roma, intervennero i magistrati della Corte dei conti Alberto Coltelli, Edmondo Gallina, Arnaldo Marcelli, Girolamo Caianiello, Francesco De Filippis, Sergio Bochicchio, Silvio Pergameno, Claudio De Rose. I giudici Vincenzo Acagnino, Guido Cucco, Giovanni Micali. I docenti universitari Enzo Capaccioli, Giuseppe De Luca. I sostituti procuratori Federico Baffi, Enrico Di Nicola, Pietro Vitaliti, Alfio Cocuzza. Gli avvocati Francesco Conci, Vincenzo Machella. L'ispettore generale del ministero della Giustizia Marcello Buonamano, il consigliere di stato Giuseppe Santaniello, il consigliere alla Corte dei Conti Vincenzo Acagnino e il deputato Alberto Guidi. Gli atti riportano, inoltre, le repliche dei relatori e le mozioni approvate.

Insomma, ogni tanto sarebbe utile uno sguardo al passato per capire dove stiamo andando, anche nel campo della giustizia. In questo senso si possono rileggere i testi dei vecchi dibattiti che, poi, così vecchi non sono: invecchiano le generazioni ma i problemi che affiorano sono sostanzialmente sempre gli stessi.

Ultimo aggiornamento Giovedì 25 Settembre 2008 11:17
 
 

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