| 12 Settembre 2007
Dal passato un esempio su come venire incontro ai consumatori per far fronte ai rincari.
L'ex ministro dell'Agricoltura e presidente del Consiglio dei ministri, poi presidente del Senato, Amintore Fanfani, per combattere i rincari dei prezzi nell'ortofrutta e dare uno stop all'inflazione emanò una legge che permetteva ai cittadini di andare ad acquistare la spesa giornalmente necessaria alla famiglia direttamente ai mercati generali di distribuzione all'ingrosso.
L'iniziativa, approvata dal Parlamento, fu fatta fallire poichè già da allora sulla distribuzione dei prodotti agricoli c'era la mano di malavitosi collegati alle cosche locali. Le famiglie che si recarono ai mercati generali ortofrutticoli subirono intimidazioni ed angherie e i contadini che vendevano i loro prodotti direttamente ai consumatori ebbero i carrettini rovesciati e ogni altra sorta di soprusi. Sarebbe bastato mettere dei carabinieri a controllare i mercati all'ingrosso dando ordine ai prefetti di vigilare sull'effettiva applicazione della legge. Il controllo dei mercati era allora affidato ai vigili urbani che non ebbero i poteri, l'autorità e soprattutto la vocazione nel contrastare la prepotenza mafiosa, specie a fronte di sostanziosi omaggi giornalieri di derrate alimentari.
Dato che è notorio che la strozzatura del mercato ortofrutticolo è nella distribuzione, in quanto quello che al contadino viene pagato dieci centesimi si ritrova sul banco del negozio a cinquanta centesimi di euro, intervenire con leggi calmieratrici nella contrattazione, imponendo margini prefissati di rivendita e ripristinando l'accesso (protetto) dei consumatori ai mercati all'ingrosso, prevedendo la vendita anche al dettaglio potrebbe essere una soluzione da studiare, anche per combattere l'infiltrazione malavitosa. Ovviamente la nuova legge dovrebbe specificare bene che la vendita è anche al minuto: uno dei fallimenti della legge Fanfani fu l'appiglio che la vendita nei mercati generali era solo per partite all'ingrosso, eliminando così la spesa familiare.
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