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Politici ed economisti, governo ed opposizione, tutti plaudono ai provvedimenti presi all'unanimità dai ministri dell'Unione europea per fronteggiare la crisi delle banche (venuta dagli Usa) e difendere gli interessi delle aziende di credito europee, finanziando le loro esposizioni in sofferenza sino al ritorno della normalità. Seguendo i suggerimenti della Banca centrale europea gli stati aderenti si sono fatti carico dei debiti delle grandi banche coinvolte nella scivolata americana. Cioè i governi garantiranno i prestiti e le operazioni fra banche, non quei lavoratori o pensionati che - seguendo il suggerimento della banca a cui hanno affidato i loro risparmi - hanno perso una parte del loro denaro sottoscrivendo contratti di borsa.
Tutti dicono che la scossa è stata salutare in quanto da oggi in poi qualcosa cambierà nel settore del credito a vantaggio dei clienti: più trasparenza, più credito alle piccole imprese, maggiore controllo dello stato e (in Italia) della Banca d'Italia. Cambieranno anche molte concezioni e normative sull'economia, il capitalismo e la funzione del credito. A nostro avviso chi mette in giro queste voci o è uno sprovveduto (nel senso di non informato) o un compare di merenda dei grandi banchieri, interessati a coprire con il fumo operazioni finanziarie a loro esclusivo vantaggio. Le banche sono tali perchè "lavorano" una mole enorme (superiore al bilancio dello Stato) di denaro altrui (dei cosiddetti risparmiatori e correntisti). L'impero finanziario le rende "sorelle" al di qua e al di là dell'oceano, saldando vincoli spesso occulti ma sempre nell'interesse superiore della finanza. I governi europei dicono che hanno accettato i consigli della Banca centrale europea: ma chi c'è nel consiglio della Bce? I rappresentanti delle banche nazionali, come la Banca d'Italia. E chi c'è nel consiglio d'amministrazione della Banca d'Italia? Il ministero del Tesoro e le maggiori banche italiane, quelle banche che con con i bond argentini e le azioni Cirio e Parmalat hanno ridotto al lastrico milioni di italiani. Quelle banche che avrebbero dovuto essere sorvegliate dalla Banca d'Italia (altrimenti a cosa serve?) ma che ha tali banche nel proprio seno. Quando si dice i controllati controllori. Quindi la Bce altro non è che la portatrice degli interessi delle maggiori banche private europee. E chi sono i proprietari delle maggiori banche europee? Per buona parte direttamente, oppure indirettamente attraverso società, le grandi imprese nazionali e le multinazionali insieme a cosiddette fondazioni che, complessivamente, hanno un patrimonio astronomico; tale da incutere terrore al governo e rispetto e stima (per non dire servilismo utilitaristico) dei politici, grati per le elargizioni in occasione delle elezioni. La crisi è scongiurata, le banche sono salve, ci annunciano i giornali; date le premesse, non poteva essere altrimenti. Le cose nel mondo cambieranno solo quando i cattivi banchieri falliranno e saranno costretti a fare la fila alla mensa dei poveri.
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