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Il fisico inglese Paul Charles William Davies nel Cosmo intelligente (Mondadori, 1999) ha bene illustrato una legge naturale e quindi universale, a proposito dei cicli di crescita e declino, per quanto concerne la vita delle comunità animali. Possiamo così sintetizzarla: in un dato ambiente abitato da una popolazione animale, come pesci, insetti o uccelli, tale comunità raddoppia in un intervallo di tempo determinato, in presenza di circostanze favorevoli sino a quando il numero degli individui risulterà essere superiore alla possibilità di risorse per l'intera popolazione di quella comunità. Da quel momento in poi si verificherà una diminuzione esponenziale della comunità animale, che riprenderà la sua espansione allorquando il rapporto risorse/popolazione risulterà equilibrato e quindi favorevole alla crescita, per poi calare nuovamente quando in presenza di una aumentata popolazione il cibo non risulterà più sufficiente per l'intera comunità. Sulla scorta di questi esempi Davies ha dimostrato l'esistenza di cicli ambientali che possono essere benissimo traslati alle vicende umane e, in particolare, ai cicli economici. Quello che i demodoxaloghi (si veda il corso online) teorizzano come ambiente, basato sull'interrelazione territorio-popolazione-risorse.
Pertanto, movimenti economici come la recessione o l'inflazione non sono altro che fenomeni ciclici necessari alla sopravvivenza della stessa economia; ineludibili, universali e impossibili da eliminare (almeno con la strumentazione delle attuali politiche). Possono solo essere attenuati o stimolati in attesa della curva di riflusso o di ascesa del fenomeno. A patto di saper bene interpretare, con margini di anticipo, l'insorgenza di tali ciclicità. Un fenomeno ancora non bene valutato in tutti i suoi aspetti e che tale fenomeno è simile al tasso di disoccupazione, presente anche nei paesi più ricchi e avanzati industrialmente, funzionale all'economia - entro determinati valori - per la calmierazione della domanda e dell'offerta di lavoro, come i vecchi economisti e industriali non si vergognavano di dichiarare. Se le cose stessero in questo modo, l'andamento dell'economia sarebbe da imputare a fenomeni universali e quindi a leggi superiori alla volontà dei governi; ogni chiacchiera in proposito sarebbe vana e meglio converrebbe studiare l'arrivo dei cicli (i cosiddetti trend) nella presunzione che l'inflazione si accompagna a momenti di crescita (economica, industriale, culturale) e la recessione a momenti di stagnazione dell'innovazione e della qualità. Così come illustrato nel grafico di Antonella Liberati nella lezione 25 del corso di demodoxalogia, a proposito di innovazione (crescita) e obsolescenza (decadimento) della società. Tenendo presente che le analisi vanno fatte per singoli frattali omogenei che si riverberano, per la legge di David Hume nei frattali circostanti, modificandoli e modificandosi, come spiegato ancora nel nostro corso online (lezione 19).
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