| 04 Dicembre 2008
La crisi economica che ha investito i paesi sviluppati è, secondo Barack Obama, di portata storica e globale. Sono d’accordo tutti i primi ministri e gli economisti degli stati europei e extraeuropei in cerca di soluzioni comuni per affrontare un problema che ha investito anche i paesi asiatici. Secondo l’ex segretario generale della Cisl Saverio Pezzotta, oggi parlamentare con Pier Ferdinando Casini, qualsiasi provvedimento non potrà che essere doloroso e, pertanto, sarebbe compito del governo e delle istituzioni non illudere la popolazione e spiegare che dovremo affrontare anni di pesanti sacrifici prima di poter dire di essere usciti dalla crisi.
Per far fronte alla situazione sono tutti d’accordo: vanno incentivati i consumi affinché la produzione si riprenda e metta in moto quel meccanismo, detto virtuoso, che accresce gli utili per gli imprenditori e la remunerazione ai dipendenti. Rimarrebbero fuori i pensionati e gli statali, in quanto i professionisti, in una economia che va, beneficerebbero di una maggiore attività. Ma, per incentivare i consumi occorre far circolare più moneta aumentando le pensioni e i salari per tutti; dove attingere a una disponibilità di cassa, senza stampare ulteriore moneta e superare l’indebitamento statale?
Il nodo del problema è tutto qui: lo Stato non ha risorse e i cosiddetti capitani coraggiosi dell’imprenditoria chiedono aiuti alle banche e allo Stato per sorreggere le aziende in crisi. Dicono di non avere le disponibilità economiche, ma la storia ci insegna che se anche avessero i forzieri pieni gli imprenditori lavorano con una minima parte del loro capitale; il rimanente finanziamento lo traggono dal mercato, dalle banche e dagli aiuti statali (anche perché portano a debito i prestiti abbassando le aliquote da versare allo Stato).
Se la crisi è eccezionale anche i provvedimenti per fronteggiarla saranno eccezionali: a nostro sommesso parere qualcuno (o più di qualcuno) ha giocato al rialzo nell’annunciare la catastrofe per preparare il terreno alle conseguenti misure dolorose ed eccezionali.
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