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Al recente G20 di Londra i capi dei governi più importanti dopo aver discusso sulla crisi economica che ha investito i paesi industrializzati hanno convenuto sul fatto che occorre "un nuovo ordine mondiale". Non è la prima volta che questa affermazione viene portata all'attenzione dell'opinione pubblica: fin dagli anni sessanta dello scorso secolo negli annuali incontri mondiali promossi da Henry Kissinger con industriali, banchieri, qualche generale in pensione e politici di alto rango (e potere) tra i convenuti circolava la stessa frase.

Nel dicembre del 2002 Kissinger (premio Nobel per la pace nel 1973) ha lasciato i suoi incarichi in seguito all'accusa di "crimini di guerra" e ai vari mandati internazionali di comparizione per aver promosso in varie parti del mondo conflitti bellici, colpi di stato e invasioni militari per favorire gli interessi degli Usa. Sono in molti però che tuttora lo reputano un grande stratega ed economista, ai vertici della Massoneria universale. Non dobbiamo meravigliarcene, l'ordine mondiale ha permeato il nascente Stato americano creato e diretto da massoni di grande notorietà (in pratica tutti i padri della Patria e i loro subentranti). Quindi la vocazione all'ordine mondiale, richiamata anche sul dollaro insieme con l'ordine universale teologico, ha sempre inspirato la politica statunitense interna ed estera.

Per tale attuazione si è proceduto nel corso del tempo a stringere rapporti con confratelli internazionali, mutare regimi politici e centralità geopolitiche, coinvolgere case editrici e pifferai di ogni sorta, dai giornalisti ai docenti universitari. Il passo successivo è stato l'imposizione morbida e consenziente ai governi per accettare il dollaro americano come moneta privilegiata per le transazioni internazionali. L'ultimo passo è stato l'affermazione della centralità dell'economia Usa attraverso la Borsa (di New York) e le banche che hanno venduto pacchetti azionari senza valore, gonfiandone il prezzo e avviando il sistema del risparmio verso il tracollo.

Ma, come la storia insegna, il nuovo si può costruire solo sulle ceneri del vecchio (regime politico o economico) che si è frantumato in seguito a guerre o disordini sociali o ambientali. Il fallimento delle banche americane che ha coinvolto il resto del mondo con l'attuale crisi - o meglio il fallimento dei risparmiatori che avevano investito in dette banche poi rimpolpate dal governo - è la carta vincente per riproporre il "nuovo ordine mondiale", magari facendolo presentare da un nuovo e simpatico presidente Usa, fatto eleggere dai poteri forti proprio per questo scopo. Psicologicamente ogni popolo spaventato accetta qualsiasi dura imposizione se presentata come una salvezza.

In pratica il G20 ha confermato la validità di un vecchio detto popolare: riunione di volpi, strage di galline.

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