| 03 Agosto 2009
I meteorologi che impazzano su giornali, televisioni e nelle riunioni di condominio si affannano a ripetere che questa è un'estate torrida: tra le più calde, se non la più calda in assoluto, a memoria d'uomo. La moltitudine di soggetti che alimenta tale originale discussione concorre a formare quell'opinione pubblica che si autoconvince che saremmo arrivati al massimo della sopportazione umana, incolpando della situazione l'inquinamento atmosferico e lo scellerato sviluppo tecnologico.
Il caldo, a volte, fa brutti scherzi. A qualcuno esalta la fantasia, tanto che lo invoglia a scorrazzare con una Escort di seconda mano (che abbiamo scoperto non essere necessariamente una Ford). Altri annunciano terremoti politici che scaturiscono dal cervello surriscaldato; altri ancora si candidano alla guida del partito d'opposizione, infervorati dall'applauso ricevuto nella sala parrocchiale mentre declamano "essere o non essere, questo è il dilemma" (l'amletico cavallo di battaglia non più riservato ai soli attori shakespeariani). Diciamo che è tutta colpa del caldo, che esalta i pensieri e le emozioni...
Sono molti ad accusare gli effetti nefasti dei colpi di calore. Di un politico, venuto recentemente alla ribalta per aver stigmatizzato il comportamento poco etico di alcuni suoi colleghi e per essersi vantato di essere un serio professionista, con tanto di curriculum internazionale, si è scoperto un passato poco limpido di conti taroccati: le dichiarazioni moraliste erano evidentemente partorite dalla temperatura dell'aria più che da quella politica. Non meglio fece un altro politico, che tutt'ora si atteggia e viene presentato dal suo ufficio stampa e dai fans come uno statista, che di fronte alle intercettazioni telefoniche che lo inchiodavano ad un interesse (tutto politico) nell'apparentamento di una banca con il suo partito, annunciò querele e risarcimenti miliardari.
Se il surriscaldamento del pianeta altera il clima, molto probabilmente i suoi abitanti ne risentono e lo dimostrano nei comportamenti. Per questo motivo mi concedo un periodo di distacco dai fatti e dai personaggi della cronaca: per non cadere nella trappola del surriscaldamento mentale. Dunque, buone vacanze e a presto!
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