| 10 Aprile 2008
Così come dopo sette giorni lavorativi si osserva un giorno di riposo, altrettanto sarebbe necessario per le attività secondarie o non strettamente necessarie ai bisogni della vita. Seguendo il ciclo della Terra si dovrebbe permettere una periodica manutenzione dell'ambiente e della società. Una cosiddetta pausa di riflessione.
Ce la propone il Laboratorio Eudemonia [+]. Probabilmente - sottolinea Danilo D'Antonio, fondatore del laboratorio - il ciclo basato sul numero sette si è affermato in molte culture pur differenti e distanti fra loro per una mai chiarita conformità con i ritmi biologici della persona. Anche nelle culture agricole si osserva il fermo cadenzato per far riposare la terra: tanto più sarebbe necessario per permettere all'individuo e alla società un fermo di uno o due anni dopo sette di vita vorticosa, per far fronte alle più grandi necessità di riorganizzazione.
Una teoria, al pari di tante altre, che mira alla liberazione dell'uomo per farlo riflettere "su quanto sia importante passare dalla confusione di un'epoca basata ancora su antiche superstizioni e su una cultura priva di sintonia con i ritmi della natura ad una nuova era storica basata su verità e stato reale delle cose". L'almanacco del calendario della Terra è proposto dal citato laboratorio insieme a numerose particolarità, tra cui appunto il settennio.
Nuove filosofie, religioni, visioni che spesso si riallacciano (rivestendole di scientificità) a superstizioni dei popoli primitivi o a vecchie civiltà come l'egizia o maya, inutilmente indagate da massoni, maghi e consorterie esoteriche. Teorie che dimostrano un'inquietudine, vecchia come il mondo, con la quale intendiamo confrontarci proseguendo nella disamina iniziata con gli articoli sull'anno 2012 e sulla galassia storta.
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