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Ufo, alieni e alienati PDF Stampa E-mail
Scritto da Roberto Canali   
Venerdì 27 Giugno 2008 01:00

Nei mass media e nell'opinione pubblica è sempre vivace il dibattito sulla possibile esistenza di oggetti corporei o incorporei. Considerato che il dibattito sugli oggetti volanti non identificati e sugli alieni non rientra nei paradigmi attuali della scienza e viene normalmente da questa relegato tra i fenomeni che richiedono ancora molte osservazioni e verifiche, in questa effemeride ci soffermiamo su tre distinte posizioni in proposito.

Qualche tempo fa su un numero (febbraio/marzo 1999) della rivista MicroMega [+] dedicato alla superstizione, il fisico Tullio Regge, in un articolo intitolato "Star trick", partendo dall'analisi critica del contattismo e di altri aspetti dell'ufologia afferma che nessuno si occuperebbe oggi di ufo e di fenomeni paranormali se non fosse così diffuso l'analfabetismo scientifico. In altre parole, secondo la visione dello scienziato Regge, gran parte degli abitanti del pianeta Terra sarebbero alienati: più attratti dalla fantascienza, dal paranormale e dal mistero che dalla scienza. Se così fosse, a questo sarebbero stati educati da chi ha interesse a mantenere tale analfabetismo in quanto fonte di profitto derivante dalle vendite di diritti televisivi, video, libri e riviste specializzate. 

Nello stesso periodo, sul Notiziario (luglio-agosto 1999) del Centro ufologico nazionale [+], si ribatte affermando che gli ufo esistono e lo saprebbe anche la scienza, anche se bisogna distinguere tra i casi di realtà artificiali scambiate per ufo e le segnalazioni legittime dei cosiddetti ufo prodotte da fenomeni naturali. Nello stesso Notiziario, Francesco Pellicano mette in rilievo la connessione tra gli ufo e gli alieni quando scrive che spesso, nei resoconti degli addotti e dei contattisti vengono riportate predizioni fatte dagli alieni stessi agli uomini rapiti, su un futuro ormai vicinissimo per la terra e i suoi abitanti.

Lo scienziato Giuseppe Torti nella sua pubblicazione Le nuove frontiere della scienza dopo 100 anni di Relatività, derivata da una conferenza tenuta il 26 aprile 2006 all'Unitre di Colleferro [+] (Roma), fa rilevare che se anche la scienza, sulla base delle conoscenze attuali, afferma che al momento non c'è nessuna prova dell'esistenza di alieni se non come ansia dell'uomo, non si può allo stesso momento giustificare un universo così immenso, complesso e regolato da leggi ed armonie stupefacenti, pensando che le uniche forme di vita intelligente siano sul pianeta Terra. Ma egli sottolinea che anche se ci fosse la certezza dell'esistenza di altri pianeti abitati da esseri evoluti, non si può immaginare di arrivare dal pianeta Terra a quei mondi, considerando che la stella più vicina è a più di quattro anni luce, cioè 40 mila miliardi di chilometri. Giuseppe Torti inoltre non riesce a vedere una civiltà che organizzi gruppi di cinque o diecimila persone, perché tante ne servirebbero, in grado di studiare, lavorare, spendere, curarsi, nutrirsi, divertirsi, insomma vivere una vita normale in una gigantesca astronave. Partirebbero consci di morire in viaggio poiché lo scopo ultimo della loro esistenza sarebbe di permettere ai discendenti di stabilire contatti con ipotetiche civiltà di qualche pianeta di una delle cento miliardi di stelle che popolano la galassia. Infine - si chiede Torti - anche se un giorno dal nostro pianeta si dovesse andare a esplorare un sistema planetario molto vicino, a soli cinquanta anni luce da noi, quale governo della Terra vorrà stanziare fondi per una missione per i successivi cinquecento anni e quanti saranno disposti a mettersi in viaggio sapendo che moriranno insieme a figli, nipoti e generazioni di pronipoti su una magnifica astronave lanciata in direzione di una stella che non vedranno mai? Questa impossibilità di raggiungere altri mondi abitati sembrerebbe confermata dalla demodoxalogia, laddove interpreta il percorso del Tempo nello Spazio secondo un andamento elittico, cioè una spirale tendente all'infinito in continua espansione.

Nei suoi manoscritti lo Scrivino Ortano (Mario Vitantoni) affermava di essere stato "televibrato" nella scrittura da menti e potenze superiori. E a proposito di alieni spiega che esisterebbero milioni di altri mondi abitati come la Terra, ma che gli abitanti di un mondo non possono raggiungere l'altro. Per questa ragione, sostiene Vitantoni, nessun extraterrestre è mai sceso da un disco volante sul pianeta Terra, anche perché - riportano detti manoscritti - nei dischi volanti non ci sarebbe nessuno, tantomneno abitanti di altri mondi, poiché i cosiddetti ufo sarebbero telecomandati da menti superiori. Nella visione dello Scrivino, tali potenze e menti sarebbero state create all'origine della formazione dell'universo per svolgere una funzione specifica al suo interno. Come quella di controllare la registrazione da parte dello Scrivino Ortano dei "dettati del cielo" (dal 1966 al 1975). Tali potenze interverrebbero anche quando gli abitanti dei vari mondi si allontanano dalle leggi della natura, come attualmente si ritiene stia avvenendo sulla Terra, avvisandoli con dei segnali, compresi gli stessi manoscritti, generalmente non capiti oppure rifiutati. In particolare nei manoscritti, sostengono i seguaci dello Scrivino Ortano, viene sottolineata la differenza tra quelli che l'uomo chiama ufo e i dischi volanti: i segni di avviso dal cielo, in grande sono le stelle comete, in piccolo i dischi volanti e, ancora più piccoli e in varie forme, gli ufo. Questi ultimi assumerebbero a volte l'aspetto di gas disgreganti e di colori cangianti; sarebbero attivati dai dischi volanti che all'uomo possono essere visibili e invisibili. I dischi volanti sarebbero in grado di preparare contatti miscelando tutte le tensioni e tramite gli ufo potrebbero realizzare qualsiasi azione distruttiva. Nei manoscritti si spiega che il "telecomando" per  attivare gli ufo sarebbe già pronto, mancherebbero solo le parole per farli agire. Parole che devono essere pronunciate in forma di canto da novanta persone - così è scritto - affinché gli ufo possano velocemente passare all'azione. Inoltre, ci sarebbero anche dei dischi volanti invisibili che fanno da protezione alle onde creative vibranti dal cielo verso la terra. Ma il discorso sarebbe troppo lungo...

Come studiosi ci accontentiamo di aver portato un po' di attenzione sui misconosciuti manoscritti dello Scrivino Ortano: tali documenti, al di là del giudizio che ognuno vorrà dargli, sono indubbiamente interessanti e andrebbero studiati come una delle tante voci che dai tempi di Clemente d'Alessandria si interrogano sul chi siamo? da dove veniamo? dove andiamo? Interrogativi che, forse, non avranno mai risposta completa o soddisfacente ma che servono all'uomo per andare verso l'episteme, che nella filosofia greca rappresentava il traguardo della certezza e della verità.

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 02 Luglio 2008 17:53
 
 

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