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Santi, paranormale e pubblicità PDF Stampa E-mail
Scritto da Roberto Canali   
Venerdì 12 Settembre 2008 06:00

disegno dello scrivino ortano- particolare di un manoscritto dello Scrivino Ortano

Nell'effemeride "Santi e dintorni" di Giulio D'Orazio si sostiene che per considerare un soggetto dotato di poteri paranormali - e quindi degno di "santità" - occorrono predizioni avverate e cura miracolosa di malati: elementi che la Chiesa cattolica, per l'appunto, verifica prima di beatificare qualcuno.

Anche se per "paranormale" s'intende tutto ciò che non rientra nei fenomeni psichici e fisici, non spiegabili con le conoscenze scientifiche del momento, gli studiosi dei manoscritti registrati dallo Scrivino Ortano (all'anagrafe Mario Vitantoni) consigliano di fare una distinzione tra il fenomeno paranormale e la santità, al fine di facilitare la spiegazione e la comprensione, oltre che per evitare - come recita il proverbio popolare - di fare di tutta l'erba un fascio, miscelando la buona con la cattiva.

Secondo questa suddivisione, nel paranormale possono rientrare le figure di medium, maghi, fattucchieri, veggenti, stregoni, sciamani ecc. e, inoltre, quei fenomeni come la liquefazione del sangue dei santi conservato nelle ampolle, il sanguinamento e la lacrimazione di immagini religiose (la madonna di Civitavecchia ecc.), infine il fenomeno del sangue nell'ostia (il caso Bolsena ecc.) e quello della carne nell'ostia (il caso Veroli ecc.); questi ultimi dimostrazioni tangibili della transustanziazione, ovvero, nella messa cattolica, della trasformazione del vino e del pane rispettivamente nel sangue e nel corpo di Cristo.

Detti studiosi affermano che è bene distinguere i santi dai profeti: i profeti religiosi potrebbero essere eletti santi dopo la morte, una volta avveratesi le loro predizioni, ma non è necessario che abbiano fatto miracoli. Invece i santi non profeti sono stati uomini e donne che hanno ricevuto un segno alla nascita perché facessero miracoli o che durante la loro esistenza terrena hanno ricevuto loro stessi almeno tre miracoli, oltre ad aver visto verificarsi avanti a loro almeno altri tre miracoli, ma tutto per opera della madre natura poiché non erano loro a possedere le sostanze per miracolare.

La Chiesa cattolica, diversamente, non prevede che colui che sarà eletto santo debba aver ricevuto dei miracoli: però ne deve aver fatti almeno tre, e per essere eletto beato almeno uno. In questi casi, se si tratta di veri miracoli lo stabilisce un'apposita commissione medico-teologica istituita all'interno della Città del Vaticano.

Ma si può stabilire se sono santi anche coloro che non sono stati fedeli alla dottrina cattolica o ad altre fedi religiose? Infatti tante predizioni, poi avveratesi, sono opera di soggetti estranei alle religioni, e tanti miracoli si sono verificati avanti a uomini e donne appartenenti a credi diversi o addirittura atei, persone che la Chiesa cattolica considera possedute dal demonio. Gli studiosi dei citati manoscritti asseriscono che in presenza dello Scrivino Ortano sono avvenuti in pochi anni, per opera di madre natura, circa centomila miracoli; inoltre, nei manoscritti che ha registrato, attribuiti a menti e potenze superiori, egli stesso viene indicato come santo insieme ad altri santi che hanno avuto un ruolo importante nella storia dell'umanità, come Adamo, Eva, Noè, Mosè, Cristo, Maometto e altri. Anche nella profezia danielica che nella Bibbia annuncia l'uomo vegliardo assiso i seguaci vedono il riferimento allo Scrivino Ortano.

I manoscritti in questione evidenziano che tra gli altri santi che "rivivono in luce" vi sono attori, artigiani, commercianti, medici, musicisti, cantanti, contadini, artisti, professionisti ecc. che non hanno nulla da spartire con la dottrina cattolica o con altre religioni. Negli stessi documenti, inoltre, si evidenzia una contraddizione della Chiesa cattolica laddove i papi ancora in vita si chiamano "santo padre" quando magari da morti non verranno mai eletti né beati né santi.

Comunque, santi veri o santi falsi abbondano anche nella pubblicità, poiché pure nel marketing si sfrutta l'ascendenza della santità sulle persone. Così i santi vengono messi in concorrenza tra loro, associando il loro nome a prodotti alimentari, a istituti bancari e assicurativi, a mezzi di trasporto e tanto altro ancora, senza contare le nazioni che si affermano portando il nome di un santo o che perlomeno si affidano a un santo patrono.

Ultimo aggiornamento Martedì 23 Settembre 2008 09:36
 
 

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