| 15 Gennaio 2009
Giulio D'Orazio in un recente articolo sull'ora di religione ha ripercorso il proprio vissuto di scolaro negli ultimi anni del ventennio fascista, mettendo in evidenza l'attuale spreco di denaro pubblico destinato all'insegnamento della religione cattolica nelle scuole italiane. D'Orazio disapprova anche l'ingerenza del Vaticano, tramite la Curia e i vescovi, nella scelta degli insegnanti e dei libri di testo e si chiede come mai studenti e politici di convinzioni laiche non abbiano nulla da dire in proposito: come alternativa suggerisce l'insegnamento di storia delle religioni (al plurale) o meglio di altre materie più importanti ai fini dell'educazione dei giovani, come ad esempio educazione civica, educazione al consumo ecc.
Sono d'accordo con Giulio D'Orazio; ma se si dovesse arrivare all'insegnamento di "storia delle religioni", dalle scuole elementari alle superiori, si potrebbe ridurre la spesa inserendo questa disciplina nei normali programmi di storia, con la definizione "cenni di storia delle religioni e delle religioni nella storia": la materia spiegherebbe come sono sorte le religioni nei contesti civili e come l'istituzione religiosa e lo Stato hanno reciprocamente interagito determinando appunto la storia. Ma bisognerebbe insegnare solo "cenni", poiché allo studente non interessa più di tanto la conoscenza delle religioni e anche perché lo studio e l'apprendimento della storia delle religioni è molto complesso, come sottolinea Angelo Brelich nel suo libro Introduzione alla storia delle religioni (Edizioni dell'Ateneo, 1966). Egli scrive:
"Lo storico di una singola civiltà potrà, bensì, comprendere (seppure difficilmente in maniera integrale) le ragioni delle modifiche subite dalla religione di quella civiltà, in quanto esse dipendono (almeno in parte) dalle vicende storiche di quella civiltà: ma non potrà mai dare una spiegazione delle origini, della formazione di quella religione, perché queste cadono quasi sempre fuori dei quadri dello svolgimento storico della civiltà stessa che, al momento del suo costituirsi, è già in possesso di una religione. [...] Per mezzo della storia delle religioni (che richiede collaborazione inter-settoriale e internazionale) si arriverà probabilmente a un rinnovamento radicale degli studi riguardanti le singole civiltà e quindi anche di tutta la storia umana, cioè dell'uomo quale essere storico creatore di valori".
Il Centro studi manoscritti registrati dallo Scrivino Ortano (Mario Vitantoni) - di cui si è già detto in altri articoli su questo sito - ritiene invece che tutte le religioni, e le loro diramazioni in sette, debbano essere gradualmente cancellate nella storia e dalla storia. Infatti, in un passo di detti manoscritti si legge: "E ricordatevi che è ora il Mille e non più Mille ove è chiusa per il Cielo ogni storia religiosa passata". In un altro passo del libro, derivato dai manoscritti, Il vero giudizio universale 1966-1975 (volume I del IX libro, Tipografia Guerra, Perugia, 1980), è scritto: "Quando il Cielo parla non è Storia, ma oltre a correggere tutte le vostre storie, manda anche la Storia Nuova in modo che voi ci fate la Storia". In tali manoscritti è riportato che il "Mille e non più Mille" coincide con l'ultimo periodo del secolo scorso, in particolare con i nove anni che vanno dal 1966 al 1975 durante i quali dai "Nomi eterni del cielo" sarebbero stati dettati allo Scrivino Ortano quasi due quintali di manoscritti, della cui pubblicazione si occupa la Chiesa Mondiale della Religione Trititolica Universale, istituzione a cui ha dato inizio proprio lo Scrivino Ortano insieme a Leonardo Bardani, suo uomo di fiducia, teologo universalista.
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