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Copertina libro Wachsmuth

Con riferimento alle precedenti argomentazioni, segnaliamo che anche la massoneria riconosce una materia ondulatoria in continuo divenire (alimentata dal calore del Sole) che permea tutti gli esseri viventi e il loro passaggio in una luce metafisica. La tesi ha preso le mosse dagli scritti di Guenther Wachsmuth, datati 1923 e 1926 ma pubblicati in Italia nel 1980 proprio dalla casa editrice del Grande Oriente d'Italia; uno studio che si pone come "indagine di ciò che è vivente" e che in un'esposizione, corroborata da illustrazioni anche a colori, sostiene visioni filosofiche di difficile approccio (pur suffragate da autorevoli citazioni di luminari dell'Ottocento e primo Novecento). Il volume in questione, del quale riproduciamo la copertina, è Le forze plasmatrici eteriche, di G. Wachsmuth, editrice Atanòr, Roma, 1980.

Lo scrittore Pitigrilli afferma che i dodici punti sull'aldilà, elaborati da Ernesto Bozzano, sono la riconferma di quanto appreso nei suoi incontri con le entità immateriali di Giosuè Borsi, della scrittrice Amalia Guglielminetti, dell'umorista Gandolin, e tanti altri che non citiamo, là ove riferivano che dopo la morte "abbiamo continuato, io e i miei compagni, a combattere, perché ci credevamo ancora vivi". Così come lquella donna che, dopo il trapasso, si svegliò nell'aldilà con la testa appoggiata sul cuore dell'amato; o della malinconia e della disperazione, oppure dell'attaccamento alle peregrinazioni dei defunti nei luoghi frequentati abitualmente da viventi.

Concludendo la sintetica ricerca riportiamo quanto è reperibile in originale sulla rivista Revue spirite, aoùt 1929:

I disincarnati affermano tutti:

  • Essersi ritrovati in forma umana nel mondo spirituale.
  • Aver ignorato durante un tempo più o meno lungo, o talvolta anche durante un lunghissimo tempo, di essere morti.
  • Essere passati, nel corso della crisi pre-agonica, o poco dopo, per la prova della reminiscenza sintetica di tutti gli avvenimenti della loro esistenza.
  • Essere stati accolti nel mondo spirituale dagli Spiriti delle persone della loro famiglia, e dei loro amici defunti.
  • Essere passati quasi tutti attraverso una fase più o meno lunga di sonno riparatore.
  • Essersi ritrovati in un ambiente spirituale radioso o meraviglioso (nel caso dei trapassati moralmente normali) e in un ambiente tenebroso e opprimente (nel caso di trapassati moralmente depravati).
  • Aver trovato che l'ambiente spirituale era un nuovo mondo obiettivo, sostanziale, reale, analogo all'ambiente terrestre spiritualizzato.
  • Aver appreso che questo era dovuto al fatto che nel mondo spirituale il pensiero costituisce una forza creatrice, per mezzo della quale ogni Spirito esistente nel piano astrale, può riprodurre intorno a sè l'ambiente dei suoi ricordi.
  • Non aver tardato ad apprendere che la trasmissione del pensiero costituisce il linguaggio spirituale, sebbene gli Spiriti arrivati da poco si facciano delle illusioni e credano di parlare per mezzo della parola.
  • Aver constatato che grazie alla facoltà della visione spirituale, si era in grado di percepire gli oggetti da un lato, all'interno e attraverso essi.
  • Aver constatato che gli Spiriti possono trasferirsi istantaneamente da un luogo all'altro, anche se molto lontano, grazie ad un atto di volontà: il che non impedisce che essi possano anche passeggiare nell'ambiente spirituale, o sorvolare a qualche distanza dal suolo.
  • Aver appreso che gli spiriti dei defunti gravitano fatalmente e automaticamente verso la sfera spirituale che loro conviene, grazie alla legge di affinità.

Dai primi del Novecento ad oggi molte cose sono cambiate, anche nella filosofia e nella religione, per cui riteniamo che quello che Pitigrilli considerava come un traguardo di conoscenza del mondo incorporeo abbia subito approfondimenti e correzioni. Dal nostro punto di vista osserviamo semplicemente che i dodici punti sembrano coincidere con le impostazioni della religione cattolica e, molto probabilmente, per questo motivo appagano i credenti in tale fede religiosa, oltre al fatto che fa comodo a tutti credere che la morte non esista. Non sappiamo - e ci duole la nostra ignoranza - quale sia la visione metafisica della persistenza nell'aldilà di altre religioni o filosofie lontane dalla cultura occidentale.

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