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Fotoritratto di Mario Vitantoni

Giulio D'Orazio nell'articolo "Messaggi medianici" riferendosi agli studi di Ernesto Bozzano scrive: "Una riprova che nulla si crea e nulla si distrugge e che le esperienze acquisite, professionali e della vita o nel dna, permangono anche dopo la morte terrena".

E nell'articolo "Inesistenza della morte" riporta i seguenti passi tratti da un libro di Toddi (pseudonimo del conte Pietro Silvio Rivetta di Solonghello): "Il corpo dopo la morte non termina la sua esistenza ma sopravvive in un'altra dimensione, proseguendo in questo modo il cammino iniziato senza annullare la precedente esperienza terrena ma amplificandone le percezioni e le possibilità [...] tutto ciò che esiste esisterà sempre, dal minimo oggetto corporeo alla più astratta idea pensata".

Il Centro studi che ha esaminato i libri derivati dai manoscritti dello Scrivino Ortano (Mario Vitantoni, nella foto) ha rilevato che in detti libri si quantificano tre dimensioni dopo la morte:

  1. rivivere in luce subito;
  2. custodire il corpo per poi rivivere in luce;
  3. ridursi a microgerme per una successiva disintegrazione.

Sempre secondo detti libri è ipotizzato che, in sostanza, le persone viventi, dai sette anni in poi mediante i pensieri e le parole, attraverso un'onda vibrativa, subirebbero tre tipi di registrazione:

  1. nella centrale del mondo;
  2. nel nastro cosmico;
  3. nella mente universale.

Un concetto assimilato dai seguaci dello Scrivino Ortano ,ma ancora non chiaro e non accettabile dagli studiosi dell'esoterismo e dei fenomeni paranormali. Il Centro studi spiega il fenomeno in funzione del contenuto di dette registrazioni, che sarebbero effettuate da entità soprannaturali, che dopo la morte dei corpi, attraverso un processo di metamorfosi, destinerebbero le relative anime verso una delle tre dimensioni citate sopra, delle quali si fornisce qui una descrizione sommaria:

  1. le anime degli uomini e delle donne che secondo il giudizio di un tribunale soprannaturale avessero raggiunto il giusto equilibrio, sarebbero destinate a rivivere, subito e per sempre, in una dimensione all'interno dell'universo chiamata "triangolo in luce" dove avverrebbe il processo chiamato "rincorporazione";
  2. le anime che non avessero ancora raggiunto il giusto equilibrio, per poi rivivere in luce dovrebbero lavorare per centinaia di anni, nel proprio mondo, come custodi accanto a dei corpi ancora viventi;
  3. le anime che non avessero rispettato le leggi della natura, provocando solo danni durante la loro esistenza, rimarrebbero nel proprio mondo lavorando in forma di microgerme per migliaia di anni dopodiché verrebbero disintegrate completamente.

Ci rendiamo conto che l'argomento e le ipotesi sollevate, oltre a non essere di facile comprensione, generano dubbi e necessità di chiarimenti, che rinviamo ad altri eventuali articoli con una descrizione più dettagliata del processo di metamorfosi della morte e delle attività cognitive e comportamentali delle anime; peraltro sommariamente accennato nel precedente articolo "Energie umane e soprannaturali".

Tutti argomenti che con approccio multidisciplinare e a più voci affrontiamo nel più ampio quadro della ricerca della filosofia della cosiddetta new age nella società globalizzata.

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