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Una recente sentenza della Corte europea per i diritti dell'uomo ha stabilito che in Italia i crocefissi non dovrebbero essere esposti nelle aule delle scuole pubbliche per evitare discriminazioni verso studenti fedeli a confessioni diverse da quella cattolica. Naturalmente la sentenza è contestata dal Vaticano e dai politici italiani di estrazione cattolica, ma anche da alcuni politici laici preoccupati di perdere consensi e voti dall'elettorato cattolico qualora dovessero schierarsi a favore della sentenza.

I vescovi ritengono la croce espressione delle radici cristiane e simbolo di una cultura legittimata nelle consuetudini e nelle tradizioni italiane. Al contrario, gli esponenti laici e atei che approvano la sentenza, pur riconoscendo il ruolo del cristianesimo e il simbolo della croce nella società e nell'identità italiana, ritengono che per una vera "Unione" Europea debba essere abbattuta ogni barriera ideologica, a cominciare appunto dai simboli religiosi esposti nei luoghi pubblici: tenuto conto dell'attuale contesto internazionale s'impongono scelte, non dogmatiche, basate sulla riconciliazione dei popoli, che nei secoli si sono scontrati anche a causa delle diversità razziali, etniche e religiose.

Tornando al simbolo oggetto della controversia: nell'Unione Europea la croce è esposta, oltre che nelle scuole italiane, anche in quelle polacche e austriache, mentre nelle scuole francesi è vietato ogni simbolo religioso. Alcune confessioni religiose diverse dalla cattolica non rifiutano la presenza del crocifisso nelle aule scolastiche ma allo stesso tempo, per un principio di uguaglianza, chiedono vi sia esposto anche il simbolo che le rappresenta.

Nei libri dello Scrivino Ortano (Mario Vitantoni) - già discussi più volte su questo sito - viene spiegato che le religioni, almeno quelle monoteistiche, dovrebbero eliminare i fondamentalismi, ritrovarsi alla base e riunirsi sotto un unico simbolo. Quello proposto è il sole pieno a mezzogiorno: un simbolo universale riconosciuto da tutti - credenti, laici, atei, scienziati - poiché elemento celeste indispensabile per l'esistenza di tutte le forme di vita. In detti libri si ricorda che il sole, in una giornata limpida e serena, improvvisamente si oscurò quando Gesù Cristo venne crocefisso: un motivo in più per considerare il sole un segno positivo di vita e amore, in contrapposizione alla croce, segno negativo di supplizio e morte, paragonabile a uno strumento di esecuzione come la sedia elettrica, la ghigliottina, il fucile o il cappio.

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