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Nel blog L'opinione del demodoxalogo Giulio D'Orazio riporta l'affermazione di Bossuet secondo cui l'opinione è un grado intermedio tra il dubbio e la certezza. A mio parere, però, la certezza non può avvicinarsi alla verità finché si ancora ad argomenti morali e umanistici in antitesi con gli argomenti matematici. In altre parole, come scrive lo stesso D'Orazio in "Convergenze intellettuali e costanti scientifiche" (pubblicato in Scienza, società ed opinione pubblica, Sidd, 2001):

"Una nuova scienza che ricucirà la lacerazione operata tra cultura umanistica e cultura scientifica e queste con la separazione della conoscenza per rivelazione, concepita - come sostenevano R. Steiner e G. Wachsmuth negli anni venti - attraverso i simboli, i riti, gli atti del culto e dei miti dei popoli; un antico sapere divenuto il contenuto delle religioni".

E ancora:

"Spetta alla teoria (che esprime il pensiero dell'uomo) porre domande ma è prerogativa della natura dare delle risposte (rispondenti a leggi universali). Infatti le teorie passano ma le leggi del Cosmo restano. Molti scienziati moderni si sono cimentati a dare risposte sui rapporti e le connessioni tra uomo e natura, tra fisica e metafisica, allontanandosi, forse, sempre più da quell'unità di pensiero sopravvissuta sino al Rinascimento. Ma l'antica triplice domanda, che si fa risalire a Clemente D'Alessandria, ancora non ha trovato risposte: chi siamo? dove andiamo? da dove veniamo?"

Secondo il Centro studi libri ortani queste domande se le era poste anche Gesù Cristo quando nella preghiera "Padre nostro" chiedeva al dio creatore di far conoscere presto all'umanità l'organizzazione del suo regno: e quel presto è arrivato dopo circa venti secoli, relativamente poco se rapportato al tempo dell'eternità.

I libri ortani sinora pubblicati sono dieci. Essi derivano da quasi due quintali di manoscritti registrati dal 1966 al 1975 dal guaritore Mario Vitantoni, lo "Scrivino Ortano" del quale si è già scritto su questo sito. Il citato Centro studi afferma suggestivamente che i manoscritti sarebbero stati dettati da "entità cosmiche superiori", e in essi sarebbero contenute le risposte che gli uomini (compresi Clemente D' Alessandria e Gesù Cristo) attendevano da sempre: cioè l'origine e la ragione dell'esistenza e il destino dopo la morte.

Secondo tali manoscritti si sarebbe dunque raggiunta quell'unità di pensiero, auspicata da D'Orazio e molti altri, tra cultura umanistica, scientifica e religiosa, poiché la certezza umana, sinora limitata, diventerebbe verità assoluta dal momento che entità assimilabili a scienziati di un ordinamento superiore hanno fornito all'uomo ciò che cercava. Con il nuovo "sapere universale" cesserebbero i dubbi umani e le distorsioni cognitive, con i corrispondenti riflessi e condizionamenti comportamentali negativi. Tali problemi, infatti, sarebbero causati dai fondamentalismi e dogmi delle religioni, da alcune errate ipotesi filosofiche, da quelle ricerche e applicazioni tecnologiche frutto delle scienze ma dannose per le creature umane, animali e vegetali. Si ritroverebbe invece il senso di un'unica vera religione fondata sul rispetto di tutti e del dio creatore.

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