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Pubblicato oggi su L'opinione del demodoxalogo

Il popolo è credulone: crede in tutto quello che gli raccontano o ascolta dalle altrui conversazioni. E' stato abituato all'ascolto ripetitivo delle fiabe: racconti fantastici (con fate, draghi, animali ecc.) creduti veri fino a una certa età. Da quel momento in poi la favola, come la Befana, rappresenta un'utile finzione per l'appagamento materiale (regalo) o psicologico (evasione nella fantasia), generando anche un'inconscia tendenza alla credulità: per cui se un bel giorno un autorevole scrittore sostenesse prossimo l'incontro con gli extraterrestri o un giornalista intervistasse il resuscitato bandito Salvatore Giuliano ci sarebbe sempre una moltitudine di persone disposta a crederci, con più o meno slancio. Questo perché ci hanno inculcato dalla nascita a credere nelle favole, all'impossibile. Se dalla fantasia di un antico scrittore emergono le storie dell'arca dell'alleanza o del santo graal, basta il rinvenimento di un coccetto di anfora per gridare alla scoperta dell'antico tesoro. Così come da millenni si crede che qualcuno possa camminare sull'acqua o che si venga collocati, dopo morti, in un luogo di beatitudine, come a compensare le sofferenze patite in terra.

E' il magico gioco delle favole che non ci lascia mai! Così, anche nella vita di tutti i giorni crediamo alle favole perché hanno un finale lieto e ci aiutano a superare le traversie quotidiane, solo che le chiamiamo in altro modo: cronaca, politica, religione, cultura ecc.

Secondo John Kenneth Galbraith:

"se la gente non si fa con cognizione di causa delle opinioni sue, se non le rende pubbliche, lascia tutto il potere nelle mani di chi capisce, o fa finta di capire o crede di capire [...] non è presumibile che le previsioni ufficiali in campo economico siano esatte, dicono soltanto quello che i governi si augurano che accada."

Per l'autore il popolo è sottoposto al potere manipolativo degli esperti:

"per i bambini gli esperti sono soprattutto i genitori; per gli studenti sono gli insegnanti o gli autori dei libri preferiti; la persona religiosa si affida ai preti, ai pastori, ai rabbini; lo scienziato ad altri scienziati specializzati nel suo campo".

Così le opinioni degli esperti o delle autorità:

"ben di rado vanno contro gli interessi di quelli che le prendono [le decisioni] o di quelli che costoro rappresentano."

(John Kenneth Galbraith, Sapere tutto o quasi sull'economia, Mondadori, 1979)

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