| 01 Febbraio 2009
Invece di arricchire il dibattito sociale, la cultura e quindi l'informazione, le televisioni si appiattiscono su notizie preconfezionate elaborate da ambienti interessati a far circolare determinate visioni del mondo, fatti e persino prodotti commerciali. Per esempio, per dimostrare le ragioni di una parte sull'altra al fine di sostenere la legittimità di un'invasione militare si è soliti descrivere il perdente come il cattivo e l'esercito invasore come il portatore della pace e della libertà.
L'Informatore Economico Sociale del 25 gennaio scorso ha messo in evidenza, a proposito della guerra di Gaza, come ad un numero prefissato di intervistati di uno schieramento non corrisponde un pari numero di intervistati dell'altro schieramento in identiche condizioni socio-culturali: per cui mentre da una parte intellettuali e vip argomentano le ragioni della necessità dello scendere in guerra, dall'altra giovani e donne analfabete a malapena sanno esternare dimostranze per i danni subiti, passando dalla parte di coloro che hanno tutte le colpe. E' la logica delle informazioni di guerra, pilotate da chi è più attrezzato a diffondere le notizie compiacenti: da una parte i "gravi" danni causati da missili fatti in casa e dall'altra le micidiali bombe al fosforo destinate "solo" a illuminare la zona di combattimento.
Informare e formare la coscienza critica della cittadinanza dovrebbe invece essere la priorità di chi ha gli strumenti dell'informazione, hanno in sostanza asserito su questo sito i demodoxaloghi Bruno Zarzaca, Roberto Canali e Antonella Liberati nelle loro recenti riflessioni sull'importanza sociale della comunicazione.
Lo dimostra anche un'ulteriore chiosa tratta dal citato articolo dell'agenzia stampa dei demodoxaloghi a proposito di falsificazione dell'informazione.
La tregua umanitaria e strategica offerta dall'esercito israeliano alla popolazione di Gaza potrebbe non avere gli scopi dichiarati, ma essere una necessità militare: quelle ore di tregua coincidono infatti con l'assenza del satellite nella zona di guerra e quindi con l'oscuramento dei bersagli da colpire. Alla faccia della tregua umanitaria!
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