| 01 Luglio 2009
Massimo Teodori in un articolo sul Tempo del 27 giugno 2009 ha esaminato la situazione dell'Iran e la posizione dell'Occidente, con speciale riguardo all'atteggiamento di Barack Obama: il presidente Usa è stato costretto, dopo l'apertura contenuta nel discorso tenuto al Cairo, anche sotto le spinte del Congresso, ad indurire l'iniziale posizione. L'Iran, ricorda Teodori, diversamente dall'Irak e dagli altri paesi arabi tribali, è una nazione complessa, sviluppata e di antica civiltà che oggi ha in prima linea nel movimento per la modernizzazione e la democrazia una gran quantità di giovani e di donne: gli iraniani progressisti, probabilmente, non si fermeranno neppure di fronte al bagno di sangue che gli autocrati stanno cercando di provocare a scopo intimidatorio. Le scelte di politica internazionale sono difficili: sono in gioco la libertà di un popolo e le prospettive di sicurezza e pace in una delle zone più calde del globo. Sull'analoga situazione in Afghanistan rimandiamo ancora alla recente intervista pubblicata sull'Informatore Economico Sociale, l'agenzia stampa dei demodoxaloghi.
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