| 03 Maggio 2010
Anche su internet a parlar male si fa peccato ma spesso ci si indovina: così, tra moltitudini di elucubrazioni e falsi si trovano anche informazioni e analisi che consentono una visione dei fatti diversa da quella propinata dai mass media. Diamo appena tre indicazioni su recenti avvenimenti rimandando alla lettura dei siti citati.
Rivista Indipendenza, fin dal numero del febbraio scorso, ha documentato come nel collasso finanziario greco ci stavano giocano le banche d'affari Usa e le regole monetariste europee: o per destabilizzare l'euro o per rafforzare i poteri centrali a scapito di quelli nazionali. Sullo stesso numero approfondimento su Israele che rincara la mano pesante nei confronti dei palestinesi e della Giordania: le bombe al fosforo bianco, l'interruzione dell'unica centrale elettrica che alimenta Gaza, l'embargo che colpisce anche i pescatori, sarebbero tutte manovre di giudaizzazione dei territori occupati.
L'amministrazione Usa, nei riguardi dell'America latina, ha sempre applicato l'enunciazione del presidente James Monroe (eletto nel 1817): contrastare ogni intervento estero (anche europeo) nei paesi dell'America centro-meridionale, considerati il prolungamento geopolitico del nord America. In questo senso John Pilger, in un articolo tradotto da Gianni Ellena per Come Don Chisciotte, afferma che l'aiuto americano ai terremotati di Haiti è stato pari ad un'invasione militare: non solo per il blocco navale ed aeroportuale e per lo sbarco di tredicimila marines; ma soprattutto per la mancanza di un beneplacito haitiano, sostituito da quello delle Nazioni Unite. Nello sventurato Paese si producono, a costi irrisori, i pigiami della Disney, zucchero, bauxite, riso e tutto l'occorrente per il baseball (lo sport nazionale Usa). In sostanza, Zio Sam è andato a controllare i suoi interessi: un monito per le democrazie degli altri paesi del continente.
Come efficiente organizzazione terroristica, Al-Qaeda non esisterebbe più dal 2002. Lo ha affermato Alain Chouet lo scorso 29 gennaio alla commissione affari esteri del Senato francese: l'ex direttore dell'intelligence transalpina ha aggiunto che il vero pericolo non sono i palestinesi o gli afghani, ma le varie proliferazioni autonome che si richiamano a Al-Qaeda senza aver legami con con Bin Laden. L'epicentro della violenza islamica è in Arabia Saudita: lì i Saud, composti da tremila principi, sono al potere e sfruttano le risorse petrolifere scavalcando politicamente i fondamentalisti per mettersi al riparo dalle contestazioni, finanziando i movimenti terroristici in Europa, Sud America e Medio Oriente. Da nove anni, conclude il rapporto Chouet, l'Occidente colpisce senza discernimento Iraq, Afghanistan e altri paesi, ma per i musulmani Bin Laden la fa in barba al più potente esercito del mondo che, oltretutto, sta allevando un certo numero di rampolli che potrebbero ritorcersi contro i suoi attuali protettori.
Possiamo concludere con Danilo D'Antonio: "per millenni noi umani siamo dipesi da esperti professionisti per dotarci di una visione interpretativa del mondo [...] Fatto è che gli esperti ci hanno pesantemente ingannato. E noi ci siamo lasciati gabbare come polli".
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