Politica
Rappresentanza politica PDF Stampa E-mail
Scritto da Giulio D'Orazio   
Giovedì 01 Gennaio 2009 09:00

Al popolo piace il luccichio, l'abbaglio, le speranze eclatanti che non saranno mai raggiunte perché impossibili. Però ne discute e si accalora.

Come per le quote rosa o il ricambio generazionale, cioè quella rappresentanza riservata alle donne o ai giovani in quanto tali. Nulla è più assurdo: in base a quale diritto dovrebbero avere la loro quota, a prescindere dal numero della popolazione femminile o giovanile che si reca alle urne o che fa politica attiva nei partiti? Solo in base alle insistenze per avere accesso alle stanze del potere?

Il fatto che i politici, per raccattare qualche consenso e voto, accettino le pressioni più assurde dimostra che non hanno un principio etico o una ideologia politica e sociale che li guida nelle loro azioni. E senza valori e programmi non si può dirigere neppure un'azienda, figuriamoci una nazione. E' questo il motivo per il quale dal Parlamento escono provvedimenti di legge apparentemente sfavillanti ma che alla lunga aggravano la situazione: condoni, derubricazioni di reati, welfare, mantenimento di enti inutili ecc.

In Parlamento dovrebbero andare i migliori, per intelligenza e onestà, a prescindere da sesso, razza e religione; scelti dagli elettori e non imposti dalle gerarchie politiche. Il legame tra politico e cittadino dovrebbe essere più stretto a livello locale (collegio uninominale) per rispondere all'effettiva volontà di rappresentanza. Democrazia vuol dire governo di popolo, cioè dell'opinione pubblica di maggioranza, quella spontanea del cittadino e non quella suggerita dagli strumenti di informazione o dalle conventicole interessate.

Se accettiamo la logica, per esempio, delle quote rosa dobbiamo chiederci chi andrà a ricoprire tale nicchia riservata. Facciamo l'ipotetico esempio di un partito che decide di riservare cento posti per le donne da candidare al Parlamento: come saranno scelte? Tra le dirigenti più attive, ma sono poche; mentre sono tante coloro che si offrono... Oltre alle rompiscatole, la scelta cadrà sulle più carine e presentabili, oltre alle più disponibili a seguire un capo o capetto del partito in vacanze lontane da sguardi indiscreti? Esempi di carriere non mancano nella cronaca. E' forse per questo che a gran voce chiedono la privacy?

Ma chi occupa posti istituzionali non dovrebbe essere un esempio di etica politica e sociale, un personaggio trasparente che vive con la famiglia nel territorio che lo elegge e che è da tutti conosciuto per la sua attività pubblica e privata?

Ultimo aggiornamento Giovedì 01 Gennaio 2009 12:57
 
Addio sovranità popolare PDF Stampa E-mail
Scritto da Giulio D'Orazio   
Martedì 30 Dicembre 2008 00:00

Stanno prendendo corpo alcune teorie che, nell'intento di riformare la democrazia, cioè di allargare formalmente la partecipazione e il potere dei cittadini, alla lunga porteranno verso un regime cosiddetto forte: la dittatura morbida.

Molti parlamentari, anche di sinistra, e qualche giornalista sostengono che il consenso del popolo elettore è alla base della legittimazione del potere; chi vince le elezioni riceve il mandato di governare in quanto è stato delegato a questa funzione dalla maggioranza dei cittadini. Il ragionamento è giusto: peccato che in nome del popolo ci si senta anche legittimati a compiere forzature della costituzione, prevaricazioni e tutelarsi dalle indagini giudiziarie (con conseguente inamovibilità dalle cariche anche se colti in fragranza di reato).

Il parlamentare è delegato dall'elettore a rappresentarlo, non a violare le leggi.

Ancora più pericolosa la proposta di far eleggere al popolo i giudici (anche quelli senza esperienza e conoscenza della giurisprudenza?): l'idea sembra sostenuta da gruppi di cittadini evidentemente interessati o manovrati per fini facili da immaginare.

Ma il fine ultimo non sarà quello di consentire che i giudici li scelgano i partiti, in quanto legittimi rappresentanti dei politici eletti col consenso del popolo? A questo punto il cerchio si chiuderebbe!

Ultimo aggiornamento Martedì 30 Dicembre 2008 00:38
 
La politica dell'elemosina PDF Stampa E-mail
Scritto da Giulio D'Orazio   
Mercoledì 10 Dicembre 2008 09:00

Sino a poco tempo fa il ministero della Giustizia si chiamava di Grazia e Giustizia e al ministero degli Affari Interni esisteva una sezione specifica per la "beneficenza". La grazia era il privilegio feudale del principe o della santa inquisizione della Chiesa nel concedere il condono della pena, a discrezione del concedente; così come l'assistenza o beneficenza dello stato moderno era in funzione più di un interesse politico clientelare che della reale necessità di aiuto ai bisognosi.

Ultimo aggiornamento Domenica 28 Dicembre 2008 17:57
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Sceneggiata televisiva PDF Stampa E-mail
Scritto da Giulio D'Orazio   
Venerdì 28 Novembre 2008 09:00

E' inutile riepilogare i fatti, la vicenda è ben conosciuta: se n'è parlato sui mass media e persino nei fast food... per via di quel certo pizzino inviato durante un dibattito su La7 da Nicola Latorre (il senatore ds coinvolto in passato, insieme a Massimo D'Alema, nelle intercettazioni sull'acquisizione di una banca da parte dell'Unipol).

Dopo decine e decine di sedute per eleggere il presidente della commissione di vigilanza sulla Rai, grazie a due assenteisti di sinistra e un voto bianco, la maggioranza di Silvio Berlusconi ha imposto Riccardo Villari che non si è ancora dimesso, nonostante le pressioni del suo segretario di partito Walter Veltroni, forse perché (ma siamo maliziosi) il presidente della commissione dispone di auto con autista, segretaria, confortevole stanza di quaranta metri quadrati (col soffitto a sei metri), telefoni a volontà e ogni altro ben di Dio che la casta si concede. Ma non è questo il punto.

Ultimo aggiornamento Venerdì 12 Dicembre 2008 10:58
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Uscire dalla Casta PDF Stampa E-mail
Scritto da Bruno Zarzaca   
Lunedì 17 Novembre 2008 09:00

Roma, 7 novembre 2008. Presentazione del libro Perché sono uscito dalla Casta di Willer Bordon. Con l'autore, Giuseppe Ayala e Sabino Acquaviva.

Il nostro "reportage" è visibile anche nel blog di Willer Bordon.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 19 Novembre 2008 11:28
 
Bello e abbronzato PDF Stampa E-mail
Scritto da Giulio D'Orazio   
Venerdì 14 Novembre 2008 09:00

foto striscione studentesco
- la piazza risponde alle battute del premier

Qualsiasi professione o mestiere ha una sua caratteristica peculiare che la contraddistingue dalle altre attività lavorative e identifica chi la svolge. L’orologiaio è rinomato per attenzione e pazienza, il pastore per lo spirito di libertà, l’avvocato per la ricerca del cavillo, e così via. I piazzisti, altrimenti detti commessi viaggiatori, per esercitare la loro professione devono avere nel loro dna la propensione alla facile battuta, il saper raccontare le barzellette e quel savoir-faire da amicone che instaura un rapporto di futura collaborazione, in vista della firma sul contratto di vendita.

Ultimo aggiornamento Giovedì 20 Novembre 2008 12:47
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Circo Massimo PDF Stampa E-mail
Scritto da Giulio D'Orazio   
Venerdì 31 Ottobre 2008 08:00

Al tempo dell'antica Roma l'anfiteatro del Circo Massimo era un luogo di divertimento gioioso in contrapposizione alla crudele arena del Colosseo; da una parte la corsa delle bighe (l'odierno trotto) e dall'altra leoni e gladiatori (sostituiti nella civiltà moderna dalle partite di calcio). La gioiosità del raduno si è tramandata nei secoli: infatti il Circo Massimo ha visto folle applaudire cantanti, tifosi esultare per la conquista dello scudetto, feste per l'addio di un leader e - nell'immediato dopoguerra - incontri notturni per il libero amore.

L'adunata promossa dal Partito Democratico ha rispettato la tradizione di gioiosità nell'incontrarsi e manifestare. Ma al di là del teatrino sul numero dei partecipanti c'è ben poco da dire. I dirigenti del partito c'erano tutti, sorridenti e in bella mostra sul palco: si abbracciavano salutandosi con grande effusione. C'erano i Verdi pronti a un ritorno tipo ulivista e anche Antonio Di Pietro (Italia dei valori) per raccogliere le firme sul referendum contro il lodo Alfano. La novità: Walter Veltroni sulla pedana in mezzo al popolo, quasi a sottolineare il distacco dal palco della vecchia dirigenza che - in un'ottica di vero riformismo - dovrebbe essere messa in pensione. Se cambiare si può (secondo lo slogan del Pd) la prima cosa da cambiare sarebbe la casta politica che domina nelle sezioni e nell'assise nazionale da quasi quarant'anni, senza accorgersi che il mondo non è più quello di una volta.

Ultimo aggiornamento Giovedì 13 Novembre 2008 23:55
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Indagine: si volta pagina PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Lunedì 27 Ottobre 2008 12:00

Dopo la manifestazione tenuta dal Partito democratico il 25 ottobre scorso i giornali focalizzano:

  • Scontro sul corteo (La Stampa)
  • Silvio Berlusconi-Walter Veltroni, lite sul corteo (Corriere della Sera)
  • Berlusconi-Veltroni: è scontro (Il Messaggero)
  • Berlusconi all'attacco di Veltroni (Il Piccolo)
  • Veltroni: devono ascoltarci (la Repubblica)
  • Il premier attacca la sinistra (il Giornale)
  • Stefania Prestigiacomo: ora il Pd è forte. Superata la crisi interna (Corriere della Sera)

Con la rassegna stampa odierna si conclude la rapida indagine sui processi di formazione dell'opinione pubblica attraverso l'informazione dei quotidiani. Gli utenti registrati riceveranno via email un'anticipazione dell'articolo con l'intepretazione demodoxalogica di Giulio D'Orazio che pubblicheremo mercoledì 29 ottobre.

Ultimo aggiornamento Lunedì 27 Ottobre 2008 10:30
 
Indagine: Il Pd riparte dalla piazza PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Domenica 26 Ottobre 2008 10:00

Dopo la manifestazione di ieri del Partito Democratico quasi tutti i giornali evidenziano:

  • Walter Veltroni riparte dalla piazza. Più primarie meno apparati. Ora Antonio Di Pietro ritrova Walter (Corriere della Sera)
  • La rivincita di Walter (la Repubblica)
  • Veltroni: la sfida riparte dalla piazza. La vera partita del Pd inizia ora (Il Messaggero)
  • Veltroni cerca amici in piazza (Il Tempo)
  • Il Pd alza la voce (Avvenire)
  • Veltroni: c'è un'Italia migliore (Il Mattino)
  • Si riparte (L'Unità)
  • Walter al Massimo (il Manifesto)

Quando un pubblico si trova a intereagire nello stesso tempo e spazio e riceve stimoli di vivacità, dall'agglomerato delle persone presenti e dalle sollecitazioni emotive contingenti, assume gli aspetti caratteristici della folla, rafforzando le convinzioni.

 

Ultimo aggiornamento Domenica 26 Ottobre 2008 11:07
 
Indagine: la prova della piazza PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Sabato 25 Ottobre 2008 10:00

I giornali di oggi mettono in evidenza il raduno promosso dal Partito Democratico:

  • Oggi Walter Veltroni e Antonio Di Pietro alla prova della piazza (Gazzetta del Mezzogiorno)
  • Per il Pd oggi l'esordio della piazza (Sole-24 Ore)
  • Oggi in piazza la sfida del Pd (la Repubblica)
  • Oggi il Pd in piazza (il Messaggero)
  • Va in scena la piazza degli incazzati (il Riformista)
  • Andrea Camilleri al Circo Massimo (L'Unità)
  • Vanno in piazza. Comunque vada sarà un insuccesso (Il Giornale)
  • Veltroni: anche se perdo le europee non mi dimetto (La Stampa)

Il numero degli appartenenti (anche virtualmente) a un determinato pubblico indica la forza dell'opinione pubblica espressa da quel pubblico. Opinione rafforzata dagli stimoli di vivacità delle manifestazioni, degli incontri e dei media.

Ultimo aggiornamento Sabato 25 Ottobre 2008 09:38
 
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