| 06 Settembre 2007
I nostri politici sono forse divenuti tali per una specie di genoma che li contraddistingue dalla nascita. E riescono in quelle cose dove il cittadino fallisce.
Mentre il comune cittadino che deve metter su casa, perché si sposa oppure la famiglia aumenta di unità, non riesce a trovare un alloggio conveniente, vicino al posto di lavoro, i nostri trovano appartamenti nel centro storico o nei quartieri detti eleganti a prezzo d'affitto (spesso con patto di futura vendita) o di vendita immediata con notevoli costi di sottomercato. In genere presso enti semipubblici, come l'Enasarco, l'Enpdep, Inpdai, Inpdap, comune, provincia, ecc. (destinati a garantire attraverso l'affitto degli immobili la pensione degli assistiti da eventuali svalutazioni nel tempo).
Mentre al mercato, nelle pizzerie e trattorie, il cittadino si trova sempre a far fronte a dei rincari, il ristorante dei parlamentari offre pasti a prezzi di sottocosto, così come la barbieria e gli altri servizi.
Mentre nelle partite di calcio molte volte il tifoso che non vuole mancare è costretto a comprare i biglietti dai bagarini (a prezzo maggiorato) i parlamentari hanno la tessera permanente gratuita.
Avete mai visto qualche parlamentare confuso tra la folla che agli aereoporti attende le valige o l'annuncio del volo? Sono più bravi nel capire che l'aereo è in ritardo e sanno arrivare nel tempo giusto? No, hanno delle salette riservate per loro, i vip ed il corpo diplomatico.
Ci spettano di diritto, per il rango dovuto, rispondono a chi obietta alla casta codesti privilegi. Anzi lamentano che il vino Chianti del ristorante non è d'annata, che l'appartamento non è stato ricavato a palazzo Montecitorio (come ha fatto Pier Ferdinando Casini) ma ha una crepa, oppure che sul terrazzo non c'è la piscina (quella è nella casa al mare).
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