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Dopo la raccolta di trecentomila firme in una giornata da parte di Beppe Grillo i leader dei partiti, di destra come di sinistra e anche di quei partitini ambivalenti che potrebbero avere come emblema il girasole, annunciamo provvedimenti di taglio dei privilegi e delle spese.

Non solo, ma fanno a gara nel dire che già avevano la proposta nel cassetto, ancor prima del movimento di piazza suscitato da Grillo. Mentre Piero Fassino ha convocato una conferenza stampa per elencare i dieci punti che saranno il cardine della politica nei prossimi mesi, altri hanno sostenuto - nei dibattiti televisivi - che queste cose già le avevano pensate anni orsono. Tutti hanno dimostrato una sola cosa: di avere paura dell'opinione pubblica; pertanto offrono brandelli di quello che la piazza vuole. O, perlomeno, l'annuncio che prenderanno provvedimenti nel senso sperato dagli elettori sfiduciati, tanto poi - col passare dei mesi - tutto rientrerà nei ranghi e Grillo zompetterà ancora per arringare il popolo ma non avrà più lo spazio che ha avuto dai mass media, a meno che qualcuno si serva delle esternazioni di Grillo per generare i prodromi per l'avvento della terza repubblica.

Lo stesso presidente del Consiglio dei ministri Romano Prodi ha annunciato tagli ai privilegi, quantificando la riduzione delle spese nella finanziaria. In sostanza le varie proposte, avanzate nel complesso dal mondo politico, prevedono qualche deputato e senatore in meno, il costo del barbiere a carico dei singoli parlamentari, i voli di stato solo per stretta necessità collegata alle funzioni del ruolo, il ritiro della tessera per accedere gratuitamente nei cinema e alle partite di calcio, un cappuccino in meno e una stretta dieta alimentare. Cioè fumo e parole come sinora hanno sempre fatto, tanto per temporeggiare sino a quando la protesta dell'antipolitica non si sarà calmata.

Infatti, essendo tutti parlamentari da varie legislature, perché certi provvedimenti non li hanno presi prima, anzi perché si sono concessi quei privilegi? Solo ora fanno i santi? E' la prova che ogni tanto un vaffa urlato nelle piazze ci sta bene, se vogliamo smuovere la casta.

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