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Se è vero quello che hanno raccontato i giornali sembrerebbe che il leader della Lega, Umberto Bossi, abbia espresso l'intenzione di lasciare la guida del movimento separatista, da lui fondato, al proprio figlio. Proprio come facevano (e tuttora fanno) i re tramandando il trono ai propri discendenti. E' un concetto della politica che considera l'occupazione del potere e dello stato come una conquista militare: una concezione da epoche coloniali o ancora più indietro medioevale, quando il più forte occupava i possedimenti del più debole o militarmente arretrato. Del resto la nobiltà è sorta sulla sopraffazione militare e la sudditanza psicologica di popolazioni sprovvedute che riconoscevano all'occupante un'inesistente diritto, spesso attribuito a voleri divini.

Il re del Carroccio non è il primo, né sarà l'ultimo, a lasciare lo scanno nell'ambito della propria famiglia. Dando una scorsa ai nominativi degli onorevoli, dai tempi di Giovanni Giolitti a oggi, troveremo molte famiglie che prima con i liberali, poi con il fascismo e infine con la democrazia, si sono barcamenate abbastanza bene tra le cariche di parlamentare, podestà, sindaco, assessore regionale ecc. sempre - intendiamoci - nell'interesse dei cittadini amministrati che, se hanno eletto i membri della famiglia nelle varie cariche, vuol dire che poi non erano tanto scontenti del loro operato; a meno che il sistema elettorale, anche allora, non fosse del tutto trasparente e democratico... In molte elezioni bastavano cinquanta voti, presi tra i propri contadini o familiari, per varcare il portone di palazzo Montecitorio; in altri casi la nomina era regia (senza consultazione elettorale) o governativa.

 

Il sindaco di Napoli Rosa Russo Jervolino, per esempio, nel secolo scorso ha avuto sia il padre sia la madre deputati della Democrazia cristiana. Chi non ha avuto ascendenti in politica, colma il vuoto facendo eleggere le consorti, come nel caso di Piero Fassino per Anna Maria Serafini o di Clemente Mastella per Sandra Lonardo. Non ha importanza se il parentado proviene dalla dirigenza del partito: un poco di praticantato ci vuole in tutte le professioni.

Il fenomeno non è solo italiano. Il caso più vistoso in Usa è quello del clan dei Kennedy e dei Bush, l'Informatore Economico Sociale, l'agenzia stampa dei demodoxaloghi, anni orsono documentò come la famiglia di George Bush governi quel Paese fin dai tempi della presidenza di Ronald Reagan (1980: un quarto di secolo).  

Non ne è immune neppure la Chiesa. In un recente raduno papa Benedetto XVI ha esortato a evangelizzare la politica, il lavoro e l'economia. Evangelizzare, se non erriamo, vuol dire portare il vangelo (cioè i precetti e le visioni che scaturiscono dal libro) a chi non lo conosce o non l'applica. Cioè portare una visione di parte e convincerlo ad aderire a tale nuova dottrina. Così ha fatto Mao Tse Tung con il libricino rosso imponendo con la dittatura la sua visione comunista. Ma non è stato il solo. Si possono imporre ad altri le proprie regole, oltre che con l'occupazione militare, anche attraverso la penetrazione tecnologica, culturale ed economica.

L'evangelizzazione è una forma di indottrinamento culturale basata su pratiche e credenze che rinviano nell'aldilà premi e punizioni (tutti da verificare).Nel frattempo, in attesa della verifica a babbo morto, anche la Chiesa non sfugge alla regola dell'occupazione e conservazione del potere.

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