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Oggi nella politica pratica e spicciola, i nostri "governanti" si accapigliano negli spazi televisivi dove sanno può emergere il loro spot pubblicitario. L'occupazione delle reti tv, delle radio, dei giornali e anche dei siti internet è il loro fare politica quotidiano. Palpabile oramai la saturazione all'inverosimile della loro presenza. Informazioni tendenziose e ovviamente faziose fanno parte del loro e del nostro lessico mediatico. Molti elettori storcono il naso e la bocca di fronte alle notizie che violano privacy e intimità delle persone: tutte le notizie sembrano uguali e terribilmente false, quindi si diventa diffidenti. Il pubblico ha il terrore della demagogia usata. La soglia di percezione dell'inganno perpetrato dai politici è palpabile al pubblico dei media, con il risultato di una chiusura a riccio dell'elettore che è sempre più tentato ad "evadere" il seggio elettorale. La mancanza di una stabilità delle regole e la vulnerabilità della legge fa il resto.

 

I partiti politici attuano una miope strategia destabilizzante ma visibile, fin troppo visibile alle persone informate e coscienti: anche i concittadini più conservatori e con uno scarso livello di percezione della vita politica sanno fare i conti e tirare le somme. "Ladri" è il concetto ricorrente e la sensazione di vivere in un paese oramai violato da corruzione e mafia è il risultato. Ecco, in questa ottica a prima vista catastrofista si muove l'elettorato che, molto probabilmente, alle prossime consultazioni mostrerà i suoi muscoli mettendo a nudo le crepe del sistema democratico e del pressapochismo dei politici nostrani.  

Altro argomento che meriterebbe di essere approfondito è la nuova migrazione di italiani all'estero. I numeri darebbero la vera faccia di una nazione che si avvicina al crack finanziario e della credibilità di cui godono i nostri lungimiranti governanti: i debiti crescono e gli interessi pure, mentre aumentano anche i disoccupati che non danno più contributi alle casse dello stato e che di fatto portano l'insolvibilità del sistema finanziario italiano a limiti estremi.

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