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La degenerazione, o il mutamento come altri lo definiscono, della politica non si nota tanto dalle liti (o diversità d'opinioni) in seno alla sinistra sia rivoluzionaria, che non esiste più, sia riformista, oppure dall'appiattimento sul fare di Silvio Berusconi da parte degli esponenti di destra o centrodestra, ma piuttosto... dall'inconsistenza dei programmi politici.

Intendiamoci, non neghiamo che i partiti presentino i loro programmi elettorali, ma sosteniamo che tali programmi, di lotta o di governo, non siano veri programmi ma semplici elenchi di propositi. Idee, come quelle che spesso esprimiamo su questo sito: ma per passare dall'idea alla sostanza dei programmi ce ne vuole! L'idea ha bisogno di confronti con altre idee affini o contrapposte per cercare una mediazione (i soggetti demodoxalogicamente attivi). Ma non basta: l'idea di una soluzione per un determinato problema dovrà tradursi in uno schema legislativo compatibile con l'ordinamento vigente. E ancora: il provvedimento di legge non potrà non tener conto delle disponibilità di cassa. A questo punto l'iter sembrerebbe ultimato; ma ogni decisione politica, che di conseguenza è economica e sociale, per essere bene accetta dall'opinione pubblica o dai poteri che inevitabilmente coinvolge dovrà fare i conti anche con i sindacati dei lavoratori, la confindustria, i banchieri e via dicendo (i convenuti su cui ricade demodoxalogicamente l'azione). Giunti a tale punto ricomincia il circolo vizioso dei confronti, cioè delle idee.

Le idee sono diverse soprattutto perché discendono dagli interessi di parte e dalla mancanza di professionalità politica. Prima di mani pulite i partiti si scontravano ferocemente ma alla fine trovavano soluzioni nell'interesse generale del paese. C'erano i centri studi dove gli aspiranti dirigenti seguivano uno o più seminari; le materie fondamentali erano comuni a destra come a sinistra: statistica, economia, dottrine politiche, giurisprudenza ecc. In Francia i dirigenti, sia pubblici sia privati, provengono tutti dalle stesse scuole e, avendo una impostazione culturale convergente, esprimono le loro differenze solo nei riferimenti filosofici e nelle posizioni partitiche.

I poteri forti per salvaguardare se stessi e i propri dirigenti mettono sempre mano alla riforma della scuola: l'indottrinamento culturale (mutuato dalla Chiesa e dalla maggioranza delle religioni) facilita la cooptazione e la stabilità del potere. La riforma della giustizia blinda i poteri da eventuali intrusioni, il controllo dell'informazione chiude il cerchio. E' la nuova democrazia in alternativa alle vecchie dittature: le dottrine politiche evolvono... Ma sono semplicemente idee!

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