| 08 Novembre 2009
Nell'antica Roma qualcuno divenne imperatore dopo aver arringato la folla o un manipolo di centurioni: era il consenso popolare del tempo. In epoca moderna i dittatori assumono il potere in nome del popolo e con il consenso delle masse.
Durante la seconda legislatura dell'Italia repubblicana (1953-1958) il deputato Massimo Del Fante, un ingegnere nato a Rocca di Mezzo (in Abruzzo) ed eletto nelle file del partito monarchico (che allora contava una trentina di seggi), si fece portavoce dell'elezione diretta del capo dello stato. Divenuto ricco in seguito ad alcune operazioni immobiliari, confidava agli amici di poter essere eletto, anzitutto dagli abruzzesi e poi dall'Italia intera, potendo spendere un discreto patrimonio nella campagna elettorale...
Ai giorni nostri Silvio Berlusconi ha riproposto l'elezione diretta: la storia procede in avanti ma sempre ancorata al passato!
Nella primanvera del 2010 si svolgeranno le elezioni per il rinnovo dei governatori delle regioni. Nel Lazio la candidata del Popolo della libertà era inizialmente Renata Polverini, leader del sindacato di destra Ugl (sorto dalle ceneri della vecchia Cisnal, collegata al Msi). Con la nomina di Massimo D'Alema ai vertici dell'Unione Europea, l'europarlamentare Antonio Tajani dovrà lasciare il suo incarico a Brussels e, per risarcirlo, il Pdl lo candiderà alla guida del Lazio. Sul suo cammino troverà Francesco Rutelli, appoggiato dall'Udc di Pier Ferdinando Casini e da frange del Partito Democratico e dei finiani: manovre di assestamento in vista di un ribaltone politico ai danni di Berlusconi.
Un altro deputato fuoriuscito dal partito di Pier Luigi Bersani, l'industriale Massimo Calearo, potrebbe concorrere alla guida del Veneto a capo di una concentrazione analoga a quella laziale...
Tutto scorre, dicevano i filosofi. Ma nulla muta, aggiungiamo noi.
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