| 24 Marzo 2010
Il Popolo della Libertà ha tenuto a Roma una manifestazione per protestare, tra l'altro, contro l'esclusione della propria lista alle elezioni regionali del Lazio. Più che legittimo: porre ostacoli a una formazione politica che vorrebbe concorrere alle elezioni, nazionali o regionali, è uno schiaffo alla democrazia! Ma per mantenere tale una democrazia esistono norme uguali per tutti. Bene ha fatto il partito di Silvio Berlusconi a protestare contro l'esclusione, però... come la mettiamo con il bipartitismo e il quorum elettorale che sbarra la strada alle piccole formazioni politiche? Un partitino, per esempio, di appena trecentomila voti in tutta Italia, che non riesce a mandare rappresentanti nelle stanze legislative o che ne manda appena uno in Parlamento ha diritto, se il Paese è veramente democratico, ad avere la sua visibilità in base al principio che ogni elettore può e deve essere rappresentato. Se manifestano per l'esclusione della Polverini, dunque, dovrebbero protestare anche per l'abolizione dello sbarramento del quorum!
E' nata la Banca del Mezzogiorno: dovrebbe finanziare le aziende del Sud Italia per ridare impulso all'economia meridionale. Partita con una parte di capitale statale, completerà il finanziamento con l'emissione di obbligazioni destinate ai risparmiatori. Entro cinque anni il capitale dovrebbe essere interamente privato (cioè in carico ai cittadini) e i finanziamenti messi a disposizione per la realizzazione di grandi infrastrutture. Che il governo abbia trovato i soldi per la costruzione del ponte sullo stretto di Messina, che tanto sta a cuore al premier?
A molti non è piaciuta l'esibizione canora del principe Emanuele Filiberto al Festival di Sanremo. Una canzonetta, come tante altre, che fa riferimento pure alla patria e alla tradizione. In un periodo di evanescenza dei valori non dovrebbe essere forse errato richiamarli: ma il testo della canzone alludeva furbescamente alle vicende personali dell'aspirante cantante... In sessant'anni di democrazia repubblicana il popolo ha spesso inveito contro il passato del Paese e contro le colpe dei padri; ora, di converso, contro noi stessi e i nostri figli: se la canzone l'avesse cantata uno sconosciuto emigrante tornato in patria, che impatto avrebbe avuto sul pubblico del Festival? Sempre a Sanremo, nel 1983 Toto Cutugno inneggiò populisticamente al "presidente partigiano" (al Quirinale c'era Sandro Pertini) e ai valori dell'italianità: la canzone ebbe un gran successo. Che sia arrivata la politica anche nella musica a dividere il Paese in fazioni?
RIPRODUZIONE VIETATA © Some
Rights Reserved. Nelle citazioni indicare sempre: autore, "titolo", link (www.opinionepubblica.com), data di pubblicazione. Licenza Creative Commons "Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo" versione 3.0 (Attribution-NonCommercial-ShareAlike 3.0 Unported). La copia integrale, o quasi integrale, dei testi e delle immagini - soprattutto senza una corretta citazione della fonte - è deplorevole e comunque illegale: se si desidera riportare l'intero testo e le eventuali immagini, inserire piuttosto un collegamento alla pagina dell'articolo. Altri dettagli legali in Info e crediti. Per segnalazioni e commenti potete contattarci. Grazie.

