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Sono d'accordo con i leghisti: la celebrazione dei 150 anni dell'unità d'Italia è inutile. Anzi dannosa! Come tutti concordano, dall'inquilino del Quirinale all'operatore ecologico di Cocullo, viviamo in un periodo di grave crisi economica, tanto che il povero (date le circostanze) ministro Giulio Tremonti riesce a malapena a tappare le falle del bilancio statale. Tutti sostengono che occorre ridurre il flusso di denaro pubblico, che bisogna evitare gli sprechi, i doppioni, insomma di fare della buona amministrazione. Ma per celebrare l'unità d'Italia è stato messo in piedi un comitato (e sappiamo quanto costano solo in gettoni di presenza tali organismi, spesso inutili); sono stati stanziati dei fondi e altri saranno da aggiungere.

Forse per celebrare degnamente l'anniversario sarebbe meglio risparmiare dando un esempio di virtuosa amministrazione. Inoltre: l'Unità, sfociata dal Risorgimento, più che una costruzione politica ha rappresentato - e tuttora rappresenta - un sentimento sia a Nord sia a Sud del Paese. Nessuna celebrazione mediatica, per quanto importante, può riempire i cuori dei concittadini e generare emozioni che già si hanno nel proprio intimo, leghisti compresi. Il sentimento non ha prezzo, è qualcosa che si ha dentro: nessuna manifestazione, per quanto imponente, potrà mai sostituire l'amore per la Patria. E come ogni sentimento, è qualcosa di personale, di raccolto, da conservare con cura e amore in una teca o in un'urna cineraria; vero amici leghisti?

Quando i bersaglieri di Alessandro La Marmora entrarono a Roma dalla breccia di porta Pia (1870) gli altri paesi europei e gli stessi Stati Uniti d'America (1787) avevano compiuto da almeno un secolo la loro unità: la monarchia del Regno Unito nel 796, la moderna Spagna intorno al 1700, la repubblica francese nel 1789. In un periodo storico che marcia verso l'integrazione europea sottolineare i nostri ritardi ci metterebbe in difficoltà a Strasburgo, meglio sorvolare.

Quale migliore occasione, invece, per celebrare degnamente l'avvenimento sarebbe l'istituzione dello Stato federale! Tante regioni, come ai tempi delle signorie e del papato, ognuna per conto suo con una propria autonomia. Oltretutto con il federalismo fiscale lo Stato riequilibrerebbe i conti, portando enormi benefici al Mezzogiorno elevandone il Pil al livello della Padania. Vero amici leghisti?

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