| 08 Giugno 2010
Per affrontare i periodi di difficoltà i governi chiedono sacrifici; ma, come al solito, la mannaia non cade su tutti e in modo proporzionato sulle diverse capacità contributive. E' l'incongruenza della gestione del potere, aggravata da certi effetti della globalizzazione che contagiano tutte le nazioni e le popolazioni. Nel marasma generale, però, c'è sempre qualcuno che ci guadagna: mentre alcuni affrontano le difficoltà, altri migliorano le proprie posizioni. E si tratta sempre di posizioni economiche.
Si parla sempre di interessi generali, vitali per lo Stato e i cittadini; ma, dalla quotidianità della vita alle leggi dello stato, le enunciazioni non corrispondono quasi mai alle intenzioni.
Con il terremoto a L'Aquila, mentre la popolazione è vissuta alla meglio in attesa di un alloggio provvisorio, più di qualcuno si è fatto i conti di quale sarebbe stato il suo margine di utile nella sciagura, sia pure nell'interesse generale della ricostruzione o nello slancio solidaristico. Certo che i lavori si sarebbero dovuti fare e nessuno, a questo mondo, lavora gratis... Così gli alloggi provvisori sono stati assegnati, ma per la ricostruzione delle case terremotate dovranno intervenire i tecnici per l'autorizzazione ai lavori, ovviamente a spese del proprietario perché lo Stato non ha più fondi. Ma c'è di più: gli aquilani potranno ricostruire (dopo aver ottenuto le debite licenze) solo avvalendosi di un'unica (e solo quella) impresa edile che avrà vinto l'appalto per tutte le opere del territorio da ristrutturare. E' legge dello Stato, che francamente non capiamo.
Normalmente, anche per la semplice apertura di una finestra, occorre un progetto di un professionista iscritto all'albo che dovrà avere il nulla osta del Comune, della Regione per l'impatto ambientale e della sovrintendenza ai beni culturali; per L'Aquila ci dovremmo aggiungere anche i vigili del fuoco. I funzionari sono pochi, gli uffici distanti tra loro, scarsi i mezzi a disposizione (auto, fotocopiatrici ecc); ma le case da ricostruire tante....
Temiamo come andrà a finire: gli alloggi provvisori diverranno definitivi e, con il tempo, fatiscenti; le città aquilane colpite dal sisma non saranno ricostruite e l'economia e la storia di una provincia distrutte. Però le imprese avranno portato a casa i loro profitti.
Come dicevamo, sulle disgrazie degli altri c'è sempre qualcuno che ci guadagna!
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