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Dalle cronache abbiamo appreso che il premier Silvio Berlusconi e il leader dell'Udc Pierferdinando Casini hanno avuto un lungo e riservato colloquio. I politologi e i giornalisti di lungo corso (coloro che sanno vedere dietro ogni avvenimento sociale dei retroscena politici in grado di cambiare le sorti del Paese per poi essere puntualmente smentiti, così come capita agli informati sul cavallo vincente alle corse), non avendo avuto dai due protagonisti informazioni sufficienti sull'oggetto del colloquio, si sono sbizzarriti nelle ipotesi più diverse. Di certo Casini ha dichiarato che non ha ricevuto l'invito ad entrare nel governo. Come esercitazione estiva, proviamo anche noi a formulare un'ipotesi, in attesa di essere smentiti dai fatti.

Di cosa avranno parlato? Dell'uovo da mettere sulla pasta alla carbonara previa cottura? O dei risultati del premio letterario Strega? Molto più plausibilmente della situazione economica, dell'appoggio parlamentare per snellire la procedura di approvazione di alcuni decreti del governo ostacolati dalla pattuglia di Gianfranco Fini, di una disamina della situazione politica nel caso si dovesse ricorrere al Capo dello Stato per anticipata scadenza della legislatura, o cose del genere. E così, tra una tartina al caviale ed un bardolino del '96, potrebbe essere caduta quasi per caso l'imbeccata che la privacy è necessaria e urgente anche per molti uomini dell'Udc. O un accenno ad aprire ai candidati dell'Udc i seggi sicuri che si renderanno liberi per il mancato reinserimento dei finiani e dei parlamentari non troppo disciplinati.

Demodoxalogicamente, è stato un evento tra due soggetti e ha riguardato la situazione politica, riverberandosi sull'oggetto (l'opinione pubblica) destinato a subire l'azione modificatrice dell'evento stesso, composto da tanti sottoeventi (quanti sono gli eventuali argomenti) annunciati o ipotizzati attraverso la costante rilevazione delle rassegne stampa (per esempio le dichiarazioni di Bossi, Schifani o Rutelli) e riportati su un grafico statistico (denominato inde) in grado di dare, con immediatezza, la tendenza delle ipotesi più pressanti e presenti nell'opinione pubblica. Un metodo che scinde il soggetto (chi compie l'azione) dall'oggetto o convenuto su cui ricade l'azione modificatrice (pluralità umane, istituzioni, valori, ecc) in quanto ogni evento, per la legge di David Hume, influisce su quello successivo, come spiegato nel corso online di demodoxalogia.

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