| 26 Luglio 2010
Finalmente: il disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche e ambientali ha trovato un giusto accordo, tutto politico, e quanto prima diverrà legge di Stato. Immaginiamo il giubilo di soddisfazione delle casalinghe e dei calzolai: non potranno più essere spiati, e nelle loro condizioni ci sono il 99% degli italiani. La discussione mediatica sull'argomento, le dichiarazioni dei politici e lo scontro tra le fazioni avevano convinto gli italiani della necessità e dell'urgenza di una regolamentazione, urgentissima, della materia; addirittura con priorità superiore ai problemi della sanità, della sicurezza e altre sciocchezze del genere.
Addirittura - e non ce lo inventiamo - potremmo fare nomi e cognomi di un'amica in lite con il vicino di casa che al telefono era divenuta circospetta e parlava per sottintesi per paura di essere ascoltata o di quello scrittore che citando personaggi o fatti del giorno alludeva con perifrasi per evitare di esserne coinvolto. E' stato l'unico vero risultato di questa sciagurata iniziativa, impostata male, discussa con enfasi per lungo tempo e approvata con un compromesso tutto politico che non tiene conto delle esigenze della giustizia e dei cittadini. Col risultato di lasciarci la convinzione che siamo tutti spiati!
Chi è quell'uno per cento di italiani che ha paura delle intercettazioni? I cosiddetti vip (very important person): coloro che dispongono di alti redditi, che ambiscono di essere citati dalle cronache (per pubblicità o vanità), che svolgono affari spesso non limpidi, che hanno una sfrenata vita sessuale, che danno consigli ai loro assistiti per aggirare le leggi dello stato. Oltre, naturalmente, agli evasori fiscali, delinquenti, spacciatori, camorristi, mafiosi, loro complici e via dicendo. Che qualche impiegato al catasto o qualche madre di famiglia, che hanno sulla coscienza alcune scappattelle amorose all'insaputa del coniuge, possano temere di essere scoperti è plausibile ma la legge non li riguarda; anche se chi ha scheletri nell'armadio è sempre timoroso e sospettoso.
Per i personaggi pubblici il discorso è diverso: se vogliono apparire e fanno di tutto per farlo, devono anche accettare quello che vorrebbero tenere nascosto; è il prezzo della notorietà. C'è poi quella categoria di personaggi (industriali, bancari, mediatori, avvocati ecc) che preferiscono rimanere anonimi (pur essendo dei vip) per meglio svolgere la loro professione con efficienza e sicurezza: le loro strade spesso si incontrano con quelle di autentici mafiosi (magari in doppiopetto) e delinquenti di ogni risma. E, forse, proprio per questo dovrebbero essere costantemente soggetti a intercettazioni.
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